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Marita Comi, la moglie di Bossetti al pm: "Mio marito non ha ucciso Yara, non è un pedofilo"

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I riflettori della stampa nazionale rimangono accesi sulla famiglia di Massimo Bossetti, mentre la macchina della giustizia fa il suo corso in attesa delle prossime tappe di una vicenda destinata ad occupare le prime pagine dei giornali ancora a lungo.

Yara Gambirasio, test del Dna da ripetere: i dubbi su Bossetti

La Procura dovrà al più presto decidere se optare per la formula del rito abbreviato di 90 giorni oppure percorrere la strada tradizionale del procedimento “lungo”, a seconda degli elementi in possesso all’accusa e delle altre prove che potrebbero arrivare a breve dopo le analisi dei reperti svolte dal Ris di Parma.

Non sembra avere dubbi sull’innocenza dell’indagato la moglie Marita Comi, torchiata dagli investigatori per quasi tre ore e ferma sulla linea dell’innocenza del presunto responsabile dell’omicidio Gambirasio, nonostante la crescente pressione degli inquirenti e la situazione tutt’altro che semplice.

“Mio marito non è un pedofilo, non avrei motivo per non credergli” ha giurato la donna ai magistrati che la interrogavano sulle frequentazioni di Massimo Giuseppe Bossetti e su altri dettagli della vita privata del muratore bergamasco sospettato dell’uccisione della piccola Yara.

Non cede neanche di fronte alla prova "regina" del Dna il fronte compatto della famiglia del 44enne di Mapello, con la sorella e la madre a completare il quadro di una difesa per adesso granitica in quanto basata su testimonianze dettagliate in merito ad abitudini e comportamenti di colui che per il pm della Procura di Bergamo è il probabile assassino della ragazzina di Brembate Sopra.

(Yara Gambirasio, lo stupore dei vicini di casa di Bossetti dopo l'arresto)

Ѐ di ieri la notizia, sicuramente accolta con grande preoccupazione dai parenti di Bossetti, delle minacce da parte di altri detenuti del carcere di Bergamo all'indirizzo dell'edile di 44 anni preso di mira in quanto considerato "il mostro" che si è accanito brutalmente contro la povera adolescente di Brembate Sopra 4 anni fa.

In cima ai pensieri di Marita Comi ci sono i tre figli coinvolti nell’incubo di questi giorni e protetti nell’unico modo possibile, ovvero con la fuga dalle telecamere, dagli obiettivi e dai microfoni, ma comunque esposti a serissimi rischi per un periodo che purtroppo si annuncia lungo e duro sotto ogni punto di vista.

Marita Comi e Massimo Bossetti, fino a poche settimane fa, erano anche agli occhi dei loro concittadini una coppia normale, “tutta casa e famigliacome assicurato da diverse persone intervistate dai cronisti all’indomani dell’arresto del sospetto assassino di Yara Gambirasio.

Adesso la normalità, per qualsiasi persona legata all’unico indiziato del delitto del novembre 2010, rimane una chimera: una prima risposta ai non pochi dubbi ed alle speranze (più o meno irrazionali) di familiari e amici del presunto killer arriverà a breve, quando il nuovo legale di parte Claudio Savagni, insieme all’avvocato Silvia Gazzetti renderà note le coordinate della linea difensiva, sciogliendo la riserva sulla presentazione dell’atteso ricorso al Tribunale del Riesame per la scarcerazione dell’arrestato.

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