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Massimo Bossetti, killer presunto di Yara: è il nipote biologico della domestica dei Gambirasio?

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Una folla inferocita lo aspettava davanti alla caserma, pronta al linciaggio del mostro appena assicurato alla giustizia, ma per la legge Massimo Bossetti è ancora ufficialmente il presunto killer di Yara Gambirasio.

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Decisiva per l’individuazione dell’ormai celebre “Ignoto 1” è stata la prova del Dna, che ha consentito agli inquirenti di arrivare step by step a chiudere il cerchio intorno al muratore di Seriate, partendo dal padre naturale Giuseppe Guerinoni per poi passare all’operazione di arresto dopo la lunga fase di accertamento e confronto incrociato dei riscontri acquisiti nel tempo.

La notizia di oggi, o meglio l'indiscrezione del momento, riguarda la parentela tra il presunto assassino di Yara e la donna di servizio dei Gambirasio, alla luce dell'ipotesi rimbalzata in rete dopo la "spifferata" della trasmissione di Canale 5 Segreti e Delitti: Bossetti potrebbe essere il nipote biologico della domestica e avrebbe conosciuto la sua vittima grazie a questo legame. Altro particolare rilevante, l'uso del test dell'etilometro per risalire al Dna dopo un controllo in strada dei carabinieri domenica 15 giugno.

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Nella vita privata del sospetto assassino della ragazzina di Brembate stanno rovistando in tanti, semplici utenti della rete curiosi e giornalisti, cronisti e inviati d’assalto di programmi televisivi alla ricerca di scoop, con livelli differenti di “morbosità” tangibili nei reportage che in queste ore impazzano sui media nazionali e sul web.

Amante degli animali, cattolico fervente, ma anche col “debole” delle donne, nonostante il recente matrimonio e il forte legame coi tre figli piccoli, due femmine e un maschietto, spesso citati nei post su Facebook insieme ai cagnolini di casa con parole di certo non tipiche di un serial killer.

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Insomma, c’è tutto e il suo contrario nel biglietto da visita sul social network di Massimo Giuseppe Bossetti, muratore con la passione per l’imprenditoria conosciuto dalle aziende edili della provincia bergamasca e non solo come un lavoratore preciso, metodico, oltre che persona riservata e di poche parole.

Fa un certo effetto, sulla bacheca personale del 44enne lombardo, la compresenza di foto con ragazze in pose provocanti e di messaggi animalisti, di messaggi ironici sulle forze dell’ordine e di frasi romantiche da buon padre di famiglia, ma di certo non sono queste le contraddizioni che hanno condizionato il meticoloso lavoro degli investigatori, giunti sulle sue tracce al termine di una faticosa ricerca di prove e testimonianze credibili in grado di dare una svolta al controverso caso del delitto Gambirasio.

Chi da ieri pomeriggio sperava di strappare un frammento dei familiari di Bossetti, per adesso, è rimasto deluso, essendo i bambini e la moglie riusciti a sfuggire alle telecamere e agli obiettivi dei fotografi accorsi nei pressi della loro abitazione di via Piana Sopra a Mapello, anche se l’assedio sicuramente non finirà qui.

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