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Massimo Di Cataldo, la colf accusa: "L'ho visto picchiare Anna"

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Un nuovo tassello si aggiunge alla vicenda di violenze che ha vede protagonista Massimo Di Cataldo, indagato d'ufficio dalla Procura di Roma per percosse e procurato aborto nei confronti della compagna Anna Laura Millacci, che aveva pubblicato su Facebook le foto del suo volto tumefatto e di un presunto feto, frutto dell'interruzione di gravidanza. Ora è la colf di casa Di Cataldo a parlare di ciò che ha visto e sentito nell'abitazione del cantautore.

Massimo Di Cataldo indagato per maltrattamenti e procurato aborto

La sua testimonianza, importante ma per ora non decisiva, conferma la tesi della Millacci, cioè quella di un Di Cataldo violento ed abituato ad alzare le mani in famiglia, ma soprattutto responsabile del pestaggio che avrebbe provocato l'aborto della donna. I fatti, su cui indaga d'ufficio la procura di Roma, risalirebbero allo scorso 12 ottobre. Scene di violenza cui la colf ha dichiarato di essere stata presente: "Ho visto volare ceffoni e ho assistito all'aborto in casa".

Anna Laura Millacci picchiata da Massimo Di Cataldo, le foto shock

Questo è quanto la domestica e baby sitter, di origine romena, avrebbe riferito agli uomini della squadra mobile che lunedì sera l'hanno ascoltata a lungo sul caso Di Cataldo, in attesa che anche altri testimoni e persone considerate informate sui fatti vengano sentite in merito ai maltrattamenti subìti dalla Millacci. In particolare, la colf avrebbe assistito proprio all'episodio denunciato su Facebook dalla fidanzata di Di Cataldo, pur dichiarando di non avere la certezza che quella lite furibonda sfociata nelle percosse sia stata la causa dell'aborto. Su quell'episodio il pm Eugenio Albamonte, che coordina le indagini, ha anche acquisito la documentazione medica attestante l'interruzione di gravidanza.

Jorgelina Borda Amezaga, la prima moglie di Massimo Di Cataldo: "Anna Laura ci perseguitava"

Intanto non si placa la polemica intorno alla vicenda, che è subito diventata un caso mediatico. Dopo la denuncia della Millacci attraverso il social network e l'intervista a Selvaggia Lucarelli, l'autodifesa di Di Cataldo che annuncia querele e le parole della ex moglie di lui (Jorgelina Borda Amezaga) che non smentiscono l'attitudine ad alzare le mani da parte del cantante, ci si interroga sul motivo per cui le foto delle violenze sono scomparse da Facebook. In realtà, dopo che la Millacci aveva deciso di non denunciare il compagno, la Procura di Roma ha iniziato ad indagare d'ufficio, sequestrando la cartella clinica dell'aborto ed anche le foto delle percosse per verificarne la veridicità. Dunque quegli scatti sono ora materiale probatorio, oggetto di indagini da parte della magistratura.

Nelle ultime ore Anna Laura Millacci ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni alla stampa: il legale della donna, Lorenzo Puglisi, ha chiesto ai mass media di osservare il silenzio sulla delicata vicenda. Massimo Di Cataldo, invece, ha rilasciato un comunicato stampa per spiegare la sua posizione: "Non ho intenzione di alimentare le tante distorte notizie apparse sui giornali e sui social network - ha fatto sapere il cantautore - Confido nel corso della giustizia essendomi spontaneamente reso disponibile a chiarire l'accaduto sin dal primo momento, fornendo elementi oggettivi utili a smentire le accuse formulate nei miei confronti. Invito chiunque a sospendere il giudizio in attesa della definizione di questa vicenda così intima e personale".

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