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Mastella si sfoga da Floris!

Clemente non ci sta. Non accetta di essere diventato l'uomo simbolo della tanto chiacchierata "Casta", il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ormai divenuto la bibbia dell'antipolitica militante. Ieri sera a Ballarò (guarda la "copertina" di Maurizio Crozza nel video in basso), talk-show politico condotto da Giovanni Floris su Rai Tre, ha dismesso i panni di moderato sorridente e pacioso e, approfittando di un Floris spiazzato da tanta foga ha dato sfogo alla propria "ira" e alle proprie paure accusando Beppe Grillo e tutti coloro che lo hanno elevato a uomo simbolo di una politica malata.

"Non farò la fine di Craxi, che se ne è dovuto andare in Tunisia, o di Marco Biagi!" [...] "Non ci sto!" ripete Mastella. E, rivolgendosi a Floris: "Ho visto un cartello nel vostro servizio con su scritto 'Mastella ti odio'. Io non ci sto: perché l'odio? Cosa ho fatto? Io non ho né più né meno degli altri Ministri". [...] "L'odio è pericoloso!". Poi un piccolo riferimento a Grillo: "Io non posso accettare i linciaggi morali di uno come Grillo" e, quando il conduttore prova a bloccare il monologo mastelliano con una domanda sui figli e il loro lavoro il Ministro replica secco:"I figli li lasci stare. Può toccare me, ma lasci stare i miei figli".

Il Guardasigilli non ha tutti i torti. L'odio va sempre escluso e probabilmente non è l'unico Parlamentare / Ministro a usare voli di stato, ad acquistare appartamenti sottocosto e a non pagare le cene in ristoranti di lusso ma tutte queste cose, a lui, sembrano "venire meglio". Purtroppo Mastella sembra possedere tutti i requisiti richiesti per detenere un posto d'eccellenza nella vituperata "casta": è un politico "trasversale", ha attraversato parte della prima Repubblica sopravvivendo alla DC e oggi suscita le ire di buona parte della maggioranza e dei suoi elettori occupando uno dei Dicasteri più importanti pur avendo contribuito alla vittoria dell'Unione con una percentuale di voti minima, minacciando crisi di Governo, mutando posizioni e "vicinanze" politiche (a parole almeno) come cambia cravatta e facendosi beccare ogni volta che si gratta il fondo del barile dei privilegi.

La gente e i media hanno da sempre bisogno di un "capro espiatorio". Per ora tocca a Mastella, è un Ministro, il Ministro di Grazia e Giustizia e le sue "ingiustizie" saltano all'occhio più di quelle di Mele e di Burlando.

Maurizio Crozza su Mastella e "casta" a "Ballarò"

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