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Mauro Floriani e le baby squillo, la confessione: "Ho avuto rapporti, ma non sapevo che fossero minorenni"

  • Ansa

Si allarga a macchia d’olio il raggio dell’inchiesta della Procura di Roma sullo scandalo delle baby squillo ai Parioli. Al centro delle indagini e nell’occhio del ciclone su tutti i media nazionali, Mauro Floriani dovrà difendersi dall’accusa di prostituzione minorile formulata sulla base degli elementi a suo carico sottoposti in queste ore alla valutazione dei pm capitolini.

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Per l’ex ufficiale delle Fiamme Gialle, presentatosi spontaneamente davanti alle autorità per ammettere le frequentazioni con alcune delle minorenni dedite alle prestazioni sessuali dietro compenso economico, il cerchio sembra stringersi man mano che l’attività investigativa va avanti, grazie ai nuovi elementi messi a confronto con le dichiarazioni del diretto interessato e dei testimoni.

Un peso rilevante, in chiave accusatoria, potrebbero ricoprirlo le intercettazioni telefoniche e le rilevazioni fotografiche che attesterebbero in modo incontrovertibile la natura non casuale dei contatti tra Floriani e le giovanissime escort, con le quali lo stesso finanziere avrebbe di recente confessato agli inquirenti di avere avuto rapporti intimi pur non conoscendone in maniera certa (a sua detta) la reale età. I giudici sembrano orientati a dubitare della sincerità dell’indagato, che ha anche confessato di essersi servito di un noto sito web per avere un primo approccio con le ragazze in questione, ritenute appena maggiorenni e poi conosciute dal vivo nei locali del quartiere Parioli dove avvenivano gli incontri proibiti.

Non sapevo che fossero minorenni, credevo avessero 19 anni e mi sono fidato di loro” ha detto il manager di Fs in Procura rispondendo alle domande del sostituto Cristiana Macchiusi e del procuratore aggiunto Maria Monteleone dopo aver ammesso di aver avuto “rapporti sessuali a pagamento con alcune delle baby prostitute. Non è solo il marito di Alessandra Mussolini l’unico vip a tremare in queste ore, considerato che la magistratura laziale ha già messo sotto torchio altre persone della cosiddetta Roma bene, come il figlio di un parlamentare di centrodestra che nei prossimi giorni verrà sottoposto ad un dettagliato interrogatorio al fine di vagliarne la posizione in merito all’assidua frequentazione con le squillo ragazzine.

Sempre grazie alle intercettazioni ed ai tabulati telefonici in mano ai Carabinieri del nucleo investigativo, nei guai sono finiti il vice capo del Dipartimento Informatica della Banca Centrale Andrea Cividini, tre funzionari della Fao e un dipendente della società di servizi internazionale Ernst & Young, in un elenco destinato ad infoltirsi, non senza nomi eccellenti, da qui alle prossime settimane, quando l’inchiesta sulla prostituzione minorile nel cuore della Capitale entrerà nel vivo.

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