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Mauro Floriani, il marito della Mussolini tra gli indagati nell'inchiesta sulle baby squillo a Roma

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Spunta anche il nome del marito di Alessandra Mussolini nelle carte dell’inchiesta sulle baby squillo a Roma.

Prostituzione minorile ai Parioli: arrivano i primi arresti

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex ufficiale della Gdf Mauro Floriani, presentatosi spontaneamente presso una caserma dei carabinieri per riferire dei contatti telefonici tra la sua utenza e una delle giovani coinvolte nel giro di attività illegali sotto la lente degli inquirenti, è stata data stamattina in anteprima dal quotidiano La Repubblica e subito ripresa dai principali siti web d’informazione.

Il capitano della Guardia di Finanza, sposato con la parlamentare di centrodestra dal 1989, ha abbandonato la divisa da circa venti anni a favore di un prestigioso incarico dirigenziale nelle Ferrovie dello Stato, in particolare come responsabile amministrativo della Metropolis, società che gestisce il patrimonio immobiliare delle Fs. In passato, il manager aveva lavorato al fianco dell'allora pm Antonio Di Pietro nelle indagini del pool di Mani Pulite per la maxi-tangente Enimont.

In seguito all’autodenuncia di Floriani, il pm romano Cristiana Macchiusi e il procuratore aggiunto Maria Monteleone hanno deciso per la prosecuzione delle indagini nei confronti dello stesso, sulla base dell’accusa di prostituzione minorile già formulata anche per le altre persone (venti in tutto) che dovranno difendersi da qui alle prossime tappe dell’inchiesta. L'indagato (iscritto comunque nel registro degli indagati prima della sua deposizione spontanea) ha comunque chiarito di essere estraneo ai fatti contestati e di aver avuto solo dei contatti telefonici senza alcun collegamento con altri tipi di attività.

Grazie al controllo capillare sui tabulati telefonici delle ragazzine del quartiere Parioli, i militari del nucleo investigativo di Roma hanno potuto identificare la maggior parte dei clienti delle squillo per poi tornare a concentrarsi su documenti e testimonianze dirette di clienti e amici delle squillo. Stando alle indiscrezioni di alcuni giornali della Capitale, sarebbero una quarantina i personaggi più o meno illustri della Roma bene sospettati di aver frequentato gli appartamenti delle ragazze, ma non tutti avrebbero poi consumato effettivamente rapporti sessuali a pagamento

Cinque arresti erano stati effettuati nel mese di ottobre del 2013 al termine di una complessa fase di investigazione, proprio sulla scia delle intercettazioni sui numeri di due baby prostitute, oggetto di centinaia di chiamate nel periodo in cui gli affari illeciti venivano portati a compimento dalle studentesse con la complicità di diverse persone, familiari delle adolescenti compresi, presto individuati e raggiunti dalle indagini della Procura.

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