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Mauro Lageard, uomo sbranato da tre tigri al bioparco di Pinerolo (Torino)

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Tragica fatalità a Pinerolo, località in provincia di Torino: Mauro Lageard, che è il proprietario degli animali e non come indicato erroneamente in un primo momento il custode del Parco Ornitologico Martinat, chiuso al pubblico ormai da quattro anni, è stato sbranato da tre delle dieci tigri che vivono nella struttura da metà degli anni 90. L'aggressione sarebbe avvenuta quando l'uomo è entrato nella gabbia per nutrire gli animali, come faceva di solito.

Stando alle prime ricostruzioni, a dare l'allarme è stata la moglie della vittima, Carla Agosteo, ma quasi un'ora dopo l'attacco: la donna, infatti, prima ha fatto in modo che gli animali rientrassero nei propri recinti dalla cosiddetta 'zona pranzo'. Quando gli uomini del 118, i carabinieri e il servizio veterinario dell'Asl 3 di Torino sono arrivato sul posto, per Lageard non c'era più niente da fare: il settantaduenne è stato letteralmente fatto a brandelli e i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Creato dal dottor Sergio Martinat sulle colline ai confini di Pinerolo e San Pietro Val Lemina per ospitare la sua collezione di uccelli esotici, il Parco Ornitologico Martinat fino alla chiusura nel 2009 ha ospitato oltre 2.000 esemplari di volatili, rappresentati al 50% da pappagalli, oltre a scimmie, procioni, tartarughe e alcuni grandi felini che non potevano più essere tenuti dai proprietari. Tra questi ultimi, in particolare, c'erano 5 tigri e 4 leopardi dei Lageard, che li avevano acquistati negli anni 80 e che la famiglia Martinat aveva accettato di ospitare per evitare che venissero soppressi.

Le tigri però non sono state sterilizzate e si sono riprodotte e questo fatto, unitamente alla preoccupazione dei residenti e degli ambientalisti, ha fatto rovesciare sul parco e sui Martinat una valanga di critiche, polemiche e denunce. Giorgio, il figlio del fondatore, ha sempre difeso le buone intenzioni e l'operato del padre, chiarendo però anche che gli animali non sono di proprietà della sua famiglia e che quella dei grandi felini è "una situazione da risolvere". E l'ultimo incontro tra i padroni delle tigri (cinque adulti e cinque cuccioli) e dell'ultimo leopardo e il sindaco di Pinerolo, Eugenio Buttiero, è avvenuto proprio lo scorso giovedì, con l'emissione di un'ordinanza per trasferire gli animali in un "luogo sicuro", che però non ha potuto essere attuata per la mancanza di una collocazione adatta.

"Abbiamo instaurato un tavolo con i veterinari e i nostri vigili per monitorare la situazione. I veterinari comunque mi hanno riferito che gli animali sono allevati con cura e non sono denutriti", ha spiegato il primo cittadino di Pinerolo in quell'occasione, alludendo anche alla strana quanto indissolubile simbiosi tra i Lageard e i felini, per i quali la coppia aveva abbandonato il lavoro (un banco di formaggi al mercato) e la casa. La vittima infatti viveva con la moglie in una roulotte a ridosso dell'area del parco proprio per stare vicino agli animali e accudirli. "Mia moglie non accetterebbe mai di cedere le sue tigri ad un circo e del resto chi sarebbe disposto ad abbandonare ad un futuro incerto il suo cane?", raccontava il signor Lageard a chi gli chiedeva ragione di quella decisione, dicendo anche: "Certo, le tigri danno tanto lavoro, ma le soddisfazioni ti ripagano delle fatiche. Io entro nelle gabbie, fin da piccolo sono stato abituato a conoscere questi animali, mio padre aveva già un leopardo". La confidenza dell'uomo con i grandi felini, però, non gli aveva evitato di essere già aggredito e ferito in passato, fino al tragico epilogo di oggi.

Le tre tigri che hanno sbranato Lageard ora sono state prese in consegna dai veterinari dell'Asl 3 di Torino e del loro destino deciderà nei prossimi giorni la magistratura, mentre nulla si sa di quanto accadrà agli altri animali.

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