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Meredith Kercher, seconda udienza d’appello. I dubbi sul coltello, gli sms di Amanda Knox e la confusione di Aviello: “Cambierò sesso”

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di Simone Rausi

Il processo sull’omicidio di Meredith Kercher che, ancora una volta, pone dei dubbi sull’innocenza di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, è ripreso questa mattina a Firenze.  La seconda udienza in Corte d’appello punta i riflettori su Luciano Aviello, ex compagno di cella di Sollecito, ex collaboratore di giustizia e, tra pochissimo, anche ex uomo. Il testimone, infatti, ha dichiarato di essere in attesa di un cambio di sesso e di chiamarsi Luciano/Lucia.  Secondo “La Nazione”, Aviello si sarebbe addirittura presentato in abiti femminili. Un segno, questo, che non è certo indice di profondo equilibrio e  che si somma alle decine di dichiarazioni poi ritrattate rilasciate durante le udienze precedenti.

Processo Meredith Kercher: si ritorna in aula ma senza Amanda Knox

Aviello aveva infatti accusato il fratello dell’omicidio di Meredith Kercher salvo poi ritrattare tutto ed essere accusato di calunnia. Oggi però, ritorna la precedente versione dei fatti: “Sull'accusa a mio fratello non cambio idea” ha dichiarato Aviello. “Mio fratello è il colpevole, non lo sono nè Amanda nè Sollecito. Tutto il resto è noia”. Aviello, chiamato a testimoniare di nuovo per una questione meramente procedurale, ha inoltre fornito ulteriori dettagli affermando con certezza che l’omicidio sarebbe avvenuto durante una rapina. Una dichiarazione forte che lascia scettici tutti i legali, compresa Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito che ha spiegato di come “il giudizio debba basarsi su prove certe”.

La stessa Bongiorno ha fatto inoltre sapere che Sollecito intende presentarsi in aula per intervenire con delle dichiarazioni spontanee ma non ha precisato quando. D’altronde, lo stesso Raffaele è al centro del ciclone per le tracce di Dna rinvenute nel coltello ritrovato nella sua abitazione (presumibilmente l’arma del delitto), coltello che la Corte affiderà quest’oggi ai Ris per delle analisi più specifiche. “Spero che la perizia produca risultati perché emergerebbe ancora di più l'innocenza di Sollecito” ha dichiarato Giulia Bongiorno.

Nel frattempo l’altra metà della mela (avvelenata secondo l’accusa), Amanda Knox, non si sposta dagli Stati Uniti ma il suo avvocato, Luciano Ghirga, ha fatto sapere che lui e la sua assistita si scambiano sms di continuo per aggiornamenti sull’andamento del processo e che “Amanda sta vivendo un dramma personale”.  Anche Ghirga si è detto tranquillo in merito all’esita della perizia sul coltello: “Siamo certi che non ci siano tracce organiche e che si tratti solo di amido".

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