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Messina Denaro, 11 fedelissimi del boss arrestati tra Palermo e Trapani: comunicavano coi "pizzini"

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È scattata oggi alle prime luci dell’alba, tra le province di Trapani e Palermo, l’operazione coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano contro gli uomini di "Cosa Nostra" al servizio del boss Matteo Messina Denaro: 11 gli arresti portati a compimento dagli agenti della Squadra Mobile nei confronti di altrettanti “fedelissimi” del superlatitante di Castelvetrano.

In manette il cognato del superlatitante di Castelvetrano Matteo Messina Denaro

Come da prassi, i picciotti delle cosche agli ordini dei capi mandamento di Mazara del Vallo, Partanna, Salemi e Santa Ninfa erano soliti comunicare tramite pizzini per tenere coperte la maggior parte delle informazioni scambiate nei vari incontri che si tenevano nelle masserie di proprietà di persone di fiducia e in molti casi i bigliettini di carta recanti i messaggi in codice venivano conservati sotto terra, per poi essere ripescati al termine delle riunioni di mafia in campagna.

“Favino” e concime sono solo alcune delle parole chiave usate con regolarità dai malviventi nelle comunicazioni scritte custodite sotto terra, al riparo da sguardi indiscreti e reperibili soltanto previa autorizzazione degli affiliati ai clan nei tempi e modi prestabiliti, prima della distruzione (seguente all’arrivo a destinazione della risposta) dei "pizzini".

(Retata tra Palermo e Trapani: 11 arresti tra gli uomini di Messina Denaro)

Un 28enne, Leonardo Agueci, il più giovane degli arrestati, mentre gli fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro rispondono ai nomi di Sergio Giglio, Michele Guicciardi, Giovanni Mattarella, Pietro e Vincenzo Giambalvo, Ugo Di Leonardo, Michele Terranova, Giovanni Domenico Scimonelli, Giovanni Loretta e Vito Gondola (77 anni, attuale capo mandamento di Mazara del Vallo secondo gli investigatori).

Le ordinanze di custodia in carcere disposte dalla Procura di Palermo si muovono sul solco già tracciato dalle precedenti retate delle operazioni Golem ed “Eden”, scattate non molto tempo fa nei confronti di esponenti di secondo livello di "Cosa Nostra" in Sicilia con diversi arresti nelle stesse province al centro delle nuove indagini relative alla latitanza del boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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