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Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste indagato per omicidio: carabinieri a casa per avviso di garanzia

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Potrebbe essere vicina ad una svolta, dopo la notifica dell’avviso di garanzia al marito di Elena Ceste, l’inchiesta sulla scomparsa della trentasettenne casalinga ritrovata morta nelle campagne dell’astigiano dopo 8 mesi di ricerche a tappeto e di indagini a tutto campo da parte degli inquirenti piemontesi.

Resti umani in un canale di scolo nell’Astigiano, si tratta del cadavere di Elena Ceste

Michele Buoninconti, vigile del fuoco di 44 anni in servizio presso il comune di Alba e padre di quattro figli, si trova adesso ufficialmente indagato dalla Procura della Repubblica per il decesso della moglie, come annunciato in anteprima dalla trasmissione di Mediaset Mattino Cinque.

Alla porta della casa di Costigliole d'Asti, a inizio giornata, si sono presentati i carabinieri della compagnia locale, per formalizzare quello che almeno per adesso gli investigatori considerano solamente un “atto dovuto” nei confronti di una persona informata dei fatti.

(Il corpo di Elena Ceste rinvenuto a Isola d’Asti: le analisi confermano l’identità)

I sospetti sul conto del marito di Elena Ceste, in realtà, si erano fatti avanti col tempo alla luce delle diverse incongruenze venute fuori nel corso dell’indagine già dai primi mesi di attività investigativa, anche se fino al ritrovamento del cadavere nel canale di scolo in una zona piuttosto impervia di Isola d’Asti mancavano elementi concreti a supporto di una eventuale tesi accusatoria.

Nei prossimi giorni, stando alle notizie riportate in queste ore dalle agenzie di stampa e dai principali notiziari, verrà effettuata l’autopsia sul corpo della donna, sotto la supervisione del direttore del dipartimento di Medicina Legale di Alba Francesco Romanazzi, incaricato dalla Procura del delicato esame sui resti umani rinvenuti nell’astigiano e riconducibili alla casalinga piemontese.

Toccherà adesso ai difensori legali di Michele Buoninconti, sempre se all’avviso di garanzia appena comunicato a domicilio dovesse fare seguito una imputazione circostanziata, provare l’estraneità del loro assistito, puntando sulla buona fede del quarantaquattrenne nella ricostruzione della scomparsa della moglie e su eventuali alibi a dimostrazione dell’innocenza di colui che per adesso risulta unico indagato per la morte di Elena Ceste.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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