Excite

Michele Misseri in aula: "Ho ucciso io Sarah con una corda"

  • YouTube

La vicenda dell'omicidio di Sarah Scazzi assume sempre di più i toni di una farsa grottesca. Michele Misseri, infatti, dopo aver confessato, negato e accollato alla figlia Sabrina l'uccisione della quindicenne, oggi ha di nuovo ritrattato la sua deposizione, affermando in Aula di essere stato lui ad amazzare la nipote.

Processo Scazzi, Michele Misseri confessa (di nuovo)

"Ho ucciso io Sarah con una corda, questo rimorso non lo posso più portare dentro di me", ha dichiarato 'zio Michele', ribadendo: "Non è stata Sabrina ad uccidere Sarah". Insomma, l'ennesimo colpo di scena in una storia dove i rapporti familiari la fanno da protagonisti - con una cugina gelosa, una madre-matrona e un uomo debole, confuso e succube delle sue donne - che ha spinto l'avvocato di Misseri, Armando Amendolito, a rimettere il mandato subito dopo la 'confessione' del suo assistito.

Da parte sua, invece, la difesa ha ovviamente colto la palla al balzo: "Quindi a provocare la morte di Sarah è stato lei, lo sta dicendo davanti alla Corte d'Assise?" ha chiesto all'uomo il legale di Sabrina Misseri, Franco Coppi, e zio Michele ha confermato: "Sì, sono stato io", scendendo quindi nei dettagli e raccontando la concatenazione di fatti che il 26 agosto 2010 ha portato all'uccisione di Sarah Scazzi.

Misseri ha ricostruito la giornata dall'alba, quando si è svegliato con un forte malditesta, ripercorrendo quindi tutte le attività da lui svolte: dall'acquisto di due lattine d'olio in un consorzio locale, ai lavori in campagna con il fratello Carmine, al deposito in banca di un assegno per la moglie, con tanto di dettaglio dello sportellista che gli lascia eseguire l'operazione, nonostante ci volesse anche la firma della consorte, Cosima Serrano, "perché ci conoscevamo da tanto tempo". Zio Michele ha quindi raccontato che al ritorno a casa, a causa del forte malditesta che lo tormentava dal mattino, stava per finire fuori strada, commentando in lacrime: "Non so nemmeno io come sono riuscito a rimettermi in carreggiata. Peccato perché sarebbe stato meglio, la bambina si sarebbe salvata".

Processo Sarah Scazzi: da Michele Misseri a Ivano Russo, i protagonisti

A proposito delle sue precedenti dichiarazioni, con le quali ha prima chiamato in correità la figlia Sabrina e poi le ha accollato l'intera responsabilità dell'omicidio, zio Michele ha invece detto che la ricostruzione dei fatti nel garage e il sopralluogo con la polizia non avrebbero valore, dal momento che era "drogato", ovvero sotto gli effetti degli psicofarmaci che gli venivano somministrati in carcere. Una dichiarazione che Coppi ha subito incassato a favore di Sabrina, proponendo a Misseri di ripetere la perizia: "Nel caso, diremo alla Corte d'Assise di recarsi sul posto e lei farà vedere come sono andate le cose".

Dopo l'ennesima ritrattazione di zio Michele nell'Aula del Tribunale di Taranto è stato il caos e la Corte ha deciso di sospendere l'udienza (la trentesima) per un'ora e mezza, facendola poi riprendere con un nuovo avvocato d'ufficio per Misseri, Luca Latanza. Certo è, comunque, che per i giudici l'intera vicenda è sempre più intricata e spinosa, con il principale testimone dell'accusa che fa palesemente di tutto per non essere (più) credibile, rischiando di mettere in discussione l'intero procedimento.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017