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Michelle Martin libera, lo sdegno del Belgio

La scarcerazione di Michelle Martin, l'ex moglie del 'mostro di Marcinelle', sparge sale su una ferita mai guarita (leggi la notizia). L'opinione pubblica belga, già insorta il 31 luglio scorso al primo tentativo di accordare la libertà condizionata alla donna, è rimasta fortemente scossa dalla decisione della Corte di Cassazione, ma chi non si dà pace all'idea che la signora Martin lasci la cella per trasferirsi nel convento delle Clarisse di Malonne sono i familiari delle vittime, su tutti il papà di Julie Lejeune, rapita all'età di 9 anni mentre giocava con un'amichetta (anche lei vittima del mostro), segregata in una cantina, abusata e lasciata morire di stenti. Per il signor Jean-Denis, Martin è colpevole come se non più di Dutroux, pericolosa e "bugiarda". Mentre per l'avvocato dell'ex moglie del mostro, Thierry Moreau, la decisione della Corte non fa che applicare la legge. Nel video, la manifestazione contro Martin e Dutroux inscenata domenica 19 agosto davanti al Palazzo di Giustizia di Bruxelles, con il rogo delle foto dei due.

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