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Migranti, Austria e e Germania aprono le frontiere ai profughi provenienti da Budapest

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La lunga marcia dei migranti lungo l’autostrada per arrivare al confine con l’Austria si è interrotta nella notte quando il governo ungherese ha deciso di mettere a disposizione degli autobus. E mentre molti di loro hanno già varcato il confine, è notizia dell’ultima ora che l’Austria e la Germania hanno aperto le frontiere e permetteranno dunque l’ingresso nei loro Stati ai migranti che hanno lasciato l’Ungheria.

Guarda le foto dei migranti in marcia verso l'Austria

La posizione netta del Paese dell’ex Cortina di ferro contro i provvedimenti elaborati dalla Commissione Ue sulle quote obbligatorie per ogni Stato, è stata ribadita in una riunione a Praga il cui “gruppo di Visegrad” (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) ha detto no alle quote obbligatorie in quanto “inaccettabili” e allo stesso modo ha ribadito il proprio diniego alla revisione delle regole di Dublino.

Nonostante questo però, mentre la Germania apre le proprie frontiere, invita il Paese nell’ex Unione Sovietica a stare alle regole. A lanciare il messaggio il cancelliere austriaco Werner Faymann che sulla sua pagina Facebook ha annunciato: “Dopo un colloquio con il primo ministro ungherese Viktor Orban e in coordinamento con la cancelliera tedesca Angela Merkel, a causa dell'attuale situazione al confine ungherese, Austria e Germania acconsentono in questo caso a un proseguimento nei loro paesi del viaggio dei rifugiati”.

(Guarda il video dell'esodo dei migranti)

Allo stesso tempo Faymann ribadisce: “Al contempo ci aspettiamo che l'Ungheria rispetti i suoi obblighi europei, compresi quelli derivanti dalla convenzione di Dublino; ci aspettiamo dall'Ungheria la volontà di adempire agli oneri esistenti, sulla base dei programmi proposti dalla Commissione europea: l'equa distribuzione dei profughi e il meccanismo di emergenza previsto, a cui noi oggi contribuiamo”.

Sembrerebbe dunque esserci una spaccatura all’interno dei Paesi dell’UE tra coloro ben disposti ad accogliere i migranti (Italia, Francia, Germania e ora anche Gran Bretagna con Cameron che ha dichiarato di volersi assumere “le nostre responsabilità”), e coloro che invece intendono continuare ad alzare il muro. Ciò comunque verrà discusso alla riunione dei ministri dell’Interno del 14 settembre della Commissione, che metterà sul tavolo la proposta di ridistribuire obbligatoriamente (ma con diritto di opt-out a pagamento) altri 120mila rifugiati.

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