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Milano - 12/12/1969: strage a Piazza Fontana

38 anni fa l'Italia faceva il suo primo, durissimo incontro col terrorismo politico. Alle 16.30, presso gli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano, esplodeva una bomba. L'ordigno era situato in una valigetta posta sotto un tavolo al centro di un salone affollato di clienti, era venerdì, provenienti da Milano e provincia. Tutto era calcolato per fare più vittime possibili e, purtroppo, l'obiettivo fu raggiunto: 16 i morti e 80 i feriti.

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La reazione delle forze dell'ordine, spiazzate come tutti, fu quella di arrestare immediatamente, senza seguire altre piste, Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda, due anarchici noti per la loro scomoda attività politica. Si cercava un colpevole e si rantolava nel buio: la pista anarco insurrezionalista era la meglio battibile e, fino a quel momento, l'unica.


Tre giorni dopo, il 15 dicembre durante un interrogatorio, l'indagato Giuseppe Pinelli cadde dal quarto piano della Questura. Nessuno, ad oggi, ha ancora scoperto se si trattò di suicidio o omicidio. Il fatto turbò la linearità delle indagini che furono poi definitivamente sconvolte dalle dichiarazioni dell'editore Giovanni Ventura. Dopo aver confidato a Guido Lorenzon, segretario di una sezione della Democrazia Cristiana, di appartenere a un'organizzazione clandestina che progettava un colpo di stato mirante a instaurare un regime ispirato alla Repubblica di Salò, confermò tali affermazioni davanti a un magistrato. Parlò della matrice nera dei dieci attentati sui treni avvenuti mesi prima e di successive e sanguinose stragi in programma: forse, quindi, la bomba di Milano. (Informazioni tratte dal libro " La strage di Piazza Fontana" di Fabrizio Calvi e Frederic Laurent)

Il magistrato di Treviso, Pietro Calogero, avviò le indagini e, Il 13 aprile del 1971, fece arrestare Giovanni Ventura e l'amico Franco Freda, un avvocato di Padova noto per le sue opinioni neonaziste. Poi fu il turno di Pino Rauti, al tempo non ancora parlamentare del Msi e segretario di "Fiamma".

I processi non portarono a nulla: il 3 maggio del 2005 gli indagati vennero assolti definitivamente. Ad oggi nessuno è in carcere come responsabile del sanguinoso attentato del 1969.

L'attentato di piazza Fontana - 12/12/1969

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