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Milano, clinica degli orrori: oggi gli interrogatori

Sono previsti oggi pomeriggio a cominciare dalle 14 gli interrogatori di garanzia delle 14 persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta sulla casa di cura milanese, Santa Rita. Le persone finite in carcere o ai domiciliari, sono tutti medici o ex medici insieme al titolare della clinica e l'ex direttore sanitario, il dottor Pierpaolo Brega Massone.

LE ACCUSE. L'inchiesta sulla clinica di via Jommelli è cominciata nella primavera del 2007. L'accusa nei confronti dei 14 medici è di omicidio, aggravato dalla crudeltà e dall'aver agito per percepire il profitto si riferisce a cinque casi di pazienti, in particolare anziani in condizioni di forte debilitazione, operati nonostante non fosse necessario. Secondo le indagini in conseguenza dell'intervento i cinque sono morti. Il reato di lesioni gravissime, si riferisce invece a operazioni ritenute dagli inquirenti inutili su malati terminali o comunque con prognosi infausta. Ci sono anche 10 casi di tubercolosi curata con l'asportazione dei polmoni. Tra i casi presi in esame dalla Procura di Milano anche un'anziana operata al seno per ben tre volte in pochi mesi, asportazione della mammella anche a una donna giovane senza che ne fosse motivo. "Mancanza di ogni considerazione per il paziente e per la sua sofferenza, non solo non alleviata ma al contrario aumentata con l'effettuazione dei descritti interventi che lascia effettivamente sbalorditi". È un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare del Gip Micaela Curami.

LE INTERCETTAZIONI. A far emergere lo scandalo della clinica sono le intercettazioni. Parla un medico del Santa Rita: "Questo cosa vuol dire, che Pipitone prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi nel calcolo delle probabilità ... se anche li cascano la colpa è dei medici e lui viene fuori pulito. Quante prob... voglio dire se prende una macchina da guerra come Scarponi... che opera anche quelli che non hanno bisogno che... che si mette a contraffare le cartelle... lui guadagna, poi dopo i Noc fanno le ispezioni a campione... non è mica detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato però, capisci?".

Il dottor Renato Scarponi, uno dei medici ai domiciliari, è stato intercettato mentre parla con una certa Stefania di un chiodo che non è utilizzabile perché è stata aperta la confezione e non è più sterile. Scarponi: "Lo reimpiantiamo!". Stefania: "Battista non ve lo risterilizza, che reimpiantate?". Scarponi: "Mica lo butterà". Stefania: "Ascolti una cosa… ho detto a Filippi "state attenti quando aprite una cosa perché costa 455 euro più Iva". Scarponi: "Senti… io se vuoi sotto mia responsabilità lo reimpianto subito in qualsiasi malato". Stefania: "Magari subito... quando capita la misura giusta". Scarponi: "Ecco, però te lo reimpianto subito alla prima frattura pertrocanterica… per il futuro...". Stefania: "Ho capito. Ma se Battista non lo sterilizza?". Scarponi: "No, per il futuro… perché si deve opporre, scusi eh. È come una pinza chirurgica. (...) Se il malato ha 90, 95 anni ha una brevissima aspettativa di vita eh".

Uno dei medici spiega all'amica come funziona in clinica parlando di Brega Massone: "Ha operato un ragazzo (…) poi lo ha dimesso, questo è stato male, (…) alla Marelli gli hanno trovato la tbc, questo era già andato alla scuola e ha infestato la classe. (…) Lui non eseguiva i protocolli per la tbc, cioè uno va da lui, lui non fa un minimo di indagine, hanno scoperto che operava, cioè tutto quello che operava, lo passava per tumore da comportamento incerto, quindi uno che aveva una tubercolosi veniva pagato 20 mila euro come tumore, insomma, hanno fatto un bordello". Una ragazza straniera arriva con una febbre a 40 che resiste alle cure. Nessuno sospetta che ha la tubercolosi, anche perché non le fanno gli esami adeguati, "nonostante la febbre elevata, viene sottoposta a vats e resezioni polmonari".

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