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Milano, ha perso il bambino la donna incinta finita negli scontri con la polizia negli scomberi al Corvetto

È stata fatale a una donna, e all'innocente creatura che portava nel grembo, la forte tensione scoppiata il 18 novembre scorso a Milano, quando le forze dell'ordine, su ordine dell'amministrazione meneghina, si sono adoperate per sgomberare due centri sociali della zona ("Corvaccio squat" e "Spazio anarchico occupato Rosa nera"), trovando molti degli abitanti vicini ai militanti scesi in strada a difendere gli spazi occupati.

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È in questo contesto, tra colpi degli agenti, risposte degli attivisti, arresti e caos, che un'abitante del Corvetto ha accusato: "I poliziotti mi hanno colpito con un manganello". La denuncia era stata fatta a Repubblica Tv da una donna incinta, originaria della Romania e residente nella periferia sud milanese con i suoi 4 figli, che mostrava alla telecamera la zona della pancia in cui lamentava, in lacrime, di essere stata colpita dalle forze dell'ordine.

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La 37enne, che è stata ricoverata alla clinica Mangiagalli e che a una prima visita dei medici è parsa non presentare segni evidenti di percosse, stanotte ha però scoperto di aver perso il suo bambino. La notizia dell'addio alla gravidanza è stata confermata anche dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, titolare delle indagini sugli scontri al Corvetto; ed il caso ora è sul tavolo del pm Gianluca Prisco, con una possibile accusa di "aborto forzato". La donna era alla 20ma settimana.

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