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Mina Welby: "Martini coerente nella sua scelta come mio marito"

La scelta del cardinale Martini di rifiutare l'accanimento terapeutico e riportata dal suo medico, il neurologo Gianni Pezzoli, ha riaperto il dibattito su un tema molto sentito e scottante. In merito è intervenuta Mina Welby, la vedova di Piergiorgio Welby, il politico e giornalista malato di distrofia muscolare diventato simbolo della lotta per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia. Riferendosi a un articolo del cardinale del gennaio 2007, la signora Welby ha detto: "Veramente mi ha riscaldato il cuore, perché dopo la morte di Welby è scoppiata la bagarre: quella di Welby ancora oggi viene chiamata eutanasia, invece non lo è, perché era semplicemente un rifiuto della terapia, così lui è poi morto di morte naturale, per la sua distrofia muscolare". Mina Welby ha quindi concluso: "Il modo di concepire la vita (del cardinale Martini, ndr), la sua sofferenza, e poi naturalmente la morte, già allora faceva capire che avrebbe fatto la stessa scelta, almeno così lasciava intendere dal suo articolo. Infatti così è stato". Ascolta le parole della signora Welby al Corriere.

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