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Molfetta, branco violenta quattordicenne: in manette 4 ragazzi, tre minorenni

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Terribile episodio di violenza a Molfetta, dove un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 24 anni aveva scelto come vittima designata una adolescente, costretta a subire una lunga serie di stupri dopo essere stata adescata con un tranello tramite social network.

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Uno dei complici della banda di malintenzionati si era incaricato infatti di creare un falso profilo su Facebook, attraverso il quale si invitavano i coetanei della ragazzina a farsi avanti per corteggiare la giovane “disposta a tutto” e “facile”. Le poche frasi ad effetto lanciate dal finto account hanno subito innescato le mire criminali del branco, che in poco tempo si è organizzato per dare inizio alla spietata “caccia”.

La prima delle tante violenze è stata messa a segno in un anfiteatro all’aperto del comune pugliese, con 5 stupratori in azione ed altrettanti complici posizionati nelle retrovie a copertura degli amici. Sono serviti diversi mesi alla malcapitata ragazza per decidersi a rivelare qualche dettaglio ad una persona di fiducia, che l’ha poi convinta a rivolgersi alle forze dell’ordine, come riferito sul Corriere del Mezzogiorno da Carmen Carbonara.

Adesso tutti i responsabili delle azioni accertate dovranno rispondere davanti alla magistratura dei reati commessi, tranne l’autore dell’inganno via Facebook che ad oggi non risulta tra gli indagati. Quattro degli 8 identificati si trovano adesso agli arresti domiciliari, mentre per un altro componente del branco si è attivata la Procura minorile di Bari, dato che nel momento in cui le violenze sono state commesse non aveva ancora compiuto i 18 anni.

Sconvolgente la dinamica dei fatti raccontati, in particolare per l’assoluta tranquillità di cui godevano i persecutori della vittima per tutto il periodo degli stupri, finiti soltanto quando la ragazza ha deciso di rivolgersi alle autorità competenti per ottenere giustizia.

Un accorato appello è stato rivolto dalla Procura di Trani, che per bocca del procuratore aggiunto Francesco Giannella ha chiesto maggiore attenzione ai più giovani nell’uso dei social network, straordinario mezzo di comunicazione per le nuove generazioni non privo di rischi per la privacy individuale, soprattutto quando in presenza di minori e soggetti non capaci di autotutelarsi.

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