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Monica Leofreddi, stalking: "Incubo che dura da due anni"

  • Rai

Uno stalker perseguita da oltre due anni la conduttrice Monica Leofreddi che ieri per la prima volta lo ha incontrato in un’aula del Tribunale durante la prima udienza del processo, subito rinviato a gennaio. Goffredo Imperiale, questo è il nome dello stalker, è ossessionato dalla Leofreddi arrivando a spiarla, raggiungendo casa dei suoi genitori fingendosi il suo commercialista e ottenendo addirittura informazioni private dalla sua banca. Il signor Imperiale, di nobili origini, è arrivato anche a chiedere al Tribunale dei minori il riconoscimento del figlio della Leofreddi.

La conduttrice ha raccontato a Silvia Fumarola di Repubblica questa terribile vicenda che la perseguita. La donna aveva già raccontato in parte questa storia a Lorella Cuccarini a Domenica In Così è la vita trovando il coraggio di raccontare e denunciare soprattutto per aiutare le altre donne a fare la stessa cosa. "Averlo visto in faccia e sentirlo parlare è stato uno shock. Le donne non devono avere paura di denunciare, sono stati fatti grandi passi avanti per aiutare le vittime di violenza fisica e psicologica".

Poi la conduttrice, che tornerà in tv per condurre il Roma Fiction Fest, racconta il modo in cui sta affrontando la situazione: "Sto vivendo un incubo, il peggiore degli incubi, come sanno le vittime. Ho dovuto stravolgere la mia vita. Nonostante l'indirizzo della mia casa non risulti, ho paura che mi possa rintracciare, temo anche per i miei figli. L'uomo, che non è stato raggiunto da alcun provvedimento restrittivo, in passato si era informato anche dal portiere del palazzo in cui abitavo per conoscere i miei spostamenti".

Per la prima querela era stata proposta l’archiviazione salvo poi arrivare, fortunatamente, al processo dove sarà ascoltata con sua madre il prossimo 17 gennaio. Alla giornalista che le chiede un consiglio per le donne vittime come lei di stalking la conduttrice invita a denunciare: “Ma non basta. È necessario creare anche strumenti di tutela più efficaci per dare alle donne la forza di affrontare questo incubo. Ci devono proteggere appena parte la prima denuncia: è successo, purtroppo, anche nei casi degli ultimi femminicidi, che le donne avessero denunciato più volte. Io dico: meglio sbagliare prendendo un provvedimento che rischiare una vita".

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