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Monsignor Wesolowski, file pedopornografici nel pc: 86mila foto e 130 video erotici con minori

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L’archivio di file a contenuto pedopornografico nascosto nel personal computer aggrava la posizione di Monsignor Wesolowski, indagato per abusi sessuali su minori e attualmente agli arresti domiciliari in Vaticano.

Scandalo nella Chiesa, arrestato l’ex nunzio apostolico a Santo Domingo per pedofilia

Per l’ex nunzio apostolico a Santo Domingo l’abitudine di conservare immagini e video hard con protagonisti bambini e adulti, secondo quanto sta emergendo dall’indagine in corso nella Santa Sede, sarebbe stata compulsiva al punto da far nascere una vera e propria collezione di filmati e fotografie a luci rosse.

Centomila almeno sarebbero i file a sfondo sessuale, più di 86mila foto e 130 filmini, rinvenuti sui due pc di proprietà del Vaticano e in uso al sessantaseienne vescovo polacco, fortemente attratto dai minorenni ed in particolare da quelli di genere maschile, come testimoniano in maniera inequivocabile le "schiaccianti" prove documentali acquisite finora dagli investigatori.

Al vaglio degli inquirenti sono anche i rapporti tra l’alto prelato e altri personaggi, interni ed esterni agli ambienti ecclesiastici, sospettati di aver fatto da tramite o da complici nell’attività di adescamento delle giovanissime “prede” scelte per i giochi erotici scabrosi consumati all’interno delle segrete stanze del sacerdote.

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Il sospetto dei magistrati è che Jozef Wesolowski potesse far parte o quantomeno usufruire di una sorta di organizzazione illecita dedita al traffico di materiale pornografico destinato ad alimentare la rete della pedofilia internazionale: in questa chiave, importante sarà conoscere nel dettaglio i risultati delle perizie tecniche approfondite condotte dai consulenti informatici sui computer dell’indagato.

Ridotto allo stato laicale dalle istituzioni vaticane prima e condannato a scontare la pena ai domiciliari poi, l’illustre rappresentante della Chiesa in Sudamerica dovrà adesso difendersi dalle pesanti accuse pendenti sul suo conto davanti al tribunale della Santa Sede , consapevole della precisa volontà dell’attuale Papa di sgomberare il campo da equivoci e risolvere lo spinoso caso in tempi brevi, senza tentennamenti né sconti a nessuno dei soggetti coinvolti.

Se poi dall’inchiesta dovessero emergere nuovi elementi a carico non solo di Monsignor Wesolowski ma anche di altre figure riconducibili al clero, alla luce del fatto che i reati sono stati commessi in concorso con persone ancora ignote”, la portata dello scandalo si allargherà a dismisura mettendo ancor più in imbarazzo la comunità cattolica mondiale.

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