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Montagna, nel week-end sette morti

Sabato sono morti due ragazzi dopo che una valanga li ha travolti sul monte Baldo, nel veronese. Sempre sabato una slavina staccatasi dall'Alpe Motta nella zona di Introbio in Valsassina (Lecco) ha travolto e ucciso il gestore del rifugio Buzzoni. Ieri la triste sorte è toccata a uno scialpinista. L'uomo poco dopo mezzogiorno ha perso la vita dopo essere stato investito da una valanga sul Cimon di Palantina, in Alpago, nel bellunese. I soccorritori hanno poi ritrovato un suo compagno in gravi condizioni. Nel pomeriggio altre due persone sono morte a Salecchio, nella Valle Antigorio. I due sono stati colpiti da un lastrone di ghiaccio che si è staccato dalla parete sovrastante il sentiero che stavano percorrendo per giungere in paese.

Un uomo e una donna sono stati poi travolti da una slavina che si è staccata nella zona di Monte Grona sopra Menaggio (Como); l'uomo è in buone condizioni di salute mentre la donna è stata ricoverata in gravi condizioni e nella tarda serata di ieri è deceduta.

Quello appena trascorso è stato un fine settimana nero. Valanghe e slavine hanno ucciso ancora aumentando il bilancio delle vittime della montagna. La Stampa ha pubblicato un articolo cercando di far capire come limitare i rischi. Si legge che in alcuni casi le valanghe sono causate non solo da fattori climatici, ma anche dall'imprudenza e dall'inesperienza degli sciatori.

Le valanghe non sono prevedibili e per questa ragione l'unico modo per evitarle è 'non affrontare la neve fresca, cioè il fuoripista, durante o subito dopo una nevicata. Un'altra prassi dettata dall'esperienza dei montanari è quella di non sciare per 48 ore dopo una abbondante nevicata per aspettare che il manto si assesti e si amalgami con lo strato sottostante. Norma empirica, ma che invita alla prudenza.'.

Ci sono poi attrezzature indispensabili da portare con sé. 'E' indispensabile essere equipaggiati da alta montagna e avere con sé l'Arva, cioè l'apparecchio ricetrasmittente che agevola la ricerca del travolto da valanga, poi una pala e una sonda. Attrezzi che possono salvare la vita - si legge sul quotidiano - I travolti da valanga, a seconda del tipo di neve, hanno pochi minuti di sopravvivenza. Le squadre di soccorso possono individuarli con rapidità soltanto se gli sciatori hanno con sé l’Arva. Esistono zaini salvavalanga, con un airbag azionabile. Possono essere utili per restare in superficie quando si è travolti da piccole slavine'.

 (foto © LaPresse)

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