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Morto Erich Priebke, nazista condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. Aveva 100 anni

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di Simone Rausi

Erich Priebke, l'ex capitano delle SS condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, è morto oggi a Roma alla veneranda età di 100 anni. Un secolo compiuto lo scorso 29 Luglio tra le polemiche – ricorderete – e i tafferugli avvenuti sotto la sua abitazione in zona Boccea. Bandiere con la stella di David, cartelloni e volantini avevano fatto la loro comparsa tra le mani di persone indignate: "Quando si è assassini l'età non conta", "Lui può festeggiare il suo compleanno, le sue vittime no", "Diciamo no alle feste di compleanno per l'assassino nazista". I nomi delle vittime delle Fosse Ardeatine erano stati pronunciati al megafono tra la commozione e lo sdegno generale.

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Già, perchè Priebke, sulla coscienza di morti ne porta a centinaia. L'ex capitano delle SS fu uno dei responsabili di una strage da 335 cadaveri. Civili e militari furono fucilati dopo un attacco partigiano contro il regime tedesco. Uno sterminio che è passato alla storia come "l'eccidio delle Fosse Ardeatine", il simbolo della durezza dell'occupazione nazista in Italia.

In merito alla sua morte si è espresso Carlo Smuraglia, presidente dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). "Rispettiamo la persona di fronte alla morte ma non possiamo dimenticare le vittime delle fosse Ardeatine. Erich Priebke è stato un criminale, al servizio di una dittatura sanguinaria'' ha dichiarato. Decisamente più benevole le parole del legale di Priebke: "Ha lasciato un testamento umano e politico. La dignità con cui ha sopportato la sua persecuzione ne fanno un esempio di coraggio, coerenza e lealtà". Tre aggettivi che, curriculum di Priebke alla mano, suonano come paradossali, completamente fuori fuoco, l'ennesima nota stonata in quell'amara melodia (una marcia funebre) che è stata la vita dell'ex ufficiale.

Erich Priebke era infatti noto come il "nazista mai pentito". Nessuna parola o un segno di rammarico per quanto commesso in passato, mai una dichiarazione ufficiale che potesse far pensare a un possibile pentimento. Una vita lunga un secolo fin troppo generosa. Un ergastolo mai scontato e arrivato troppo tardi, nel 1998, quando Priebke aveva 85 anni. I domiciliari fino al 2009 e poi il permesso di lasciare casa per andare al supermercato, in farmacia o addirittura a messa. Lunghe passeggiate alla Balduina con la giovane badante e 100 anni di salute, come l'augurio che si fa ai compleanni, alle persone care e buone, quelle che nella vita regalano sorrisi e che fanno i giorni più buoni. Senza distruggere nulla o nessuno ma, certo, senza essere "esempi di lealtà".

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