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Morto Roberto Cercelleta in arte D'Artagnan, il ladro di monetine della Fontana di Trevi

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di Simone Rausi

Molti lo conoscevano come D’Artagnan, altri ancora semplicemente con il suo nome originale, Roberto Cercelleta. Di certo c’è che lo conoscevano, in tanti, in moltissimi. Lui, il “ladro” di monetine della Fontana di Trevi era una faccia nota in tutta la capitale e la sua popolarità, grazie ai media (e in particolare al servizio delle Iene con tanto di aggressione), si era estesa ben oltre. Passato d’obbligo perché Roberto D’Artagnan Cercelletta è morto all’età di 61 anni.

Valeria Marini nella Fontana di Trevi come la Ekberg

L’uomo è stato ritrovato morto nella sua abitazione di via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca, nella periferia romana. Secondo quanto trapelato Cercelletta sarebbe morto per cause naturali. La sua notorietà si deve proprio da suoi continui furti messi a segno nell'attrazione romana. Una sorta di pioniere della “caccia alla monetina”, poi divenuto un "hobby" ricorrente per più persone, che ha permesso l’istituzione di una legge che diventa una sorta di spartiacque nella storia della Fontana di Trevi.

Il Campidoglio, infatti, dinanzi l’attività continuativa di D’Artagnan, istituì una delibera secondo la quale tutte le monetine lanciate nella Fontana, non appena toccata l’acqua, diventino proprietà del Campidoglio stesso che, a fine anno poi, dona tutto il ricavato (e non parliamo di bruscolini) alla Caritas Diocesana. La delibera ha segnato quindi una linea netta tra il prima e il dopo. Oggi, grazie a questa, per tutti coloro che si appropriano delle monetine scatta l’arresto.

Burocrazia, tanta e per certi versi necessaria, intorno a qualcosa di poetico e ricco di speranza. Come quel desiderio che volteggia nel cielo e si inabissa nelle acque cariche di storia e leggende della fonte Romana. Il desiderio in fondo poi si realizza davvero. Quello di un altro, è chiaro. Prima c’era D’Artagnan.

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