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Multe per parcheggi sulle strisce blu, il governo ha deciso: ai Comuni la competenza

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Aveva suscitato un prevedibile interesse in tanti automobilisti alle prese con parcheggi problematici e multe, la notizia riportata da giornali e siti web sia locali che nazionali sul vuoto normativo in tema di sosta sulle strisce blu oltre l’orario consentito dal tagliando.

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In molti, tra i più o meno sfortunati “collezionisti” di verbali per infrazioni di vario tipo alle regole stabilite in sede locale, avevano sperato nell’apertura di un varco per evitare di dover pagare per intero le future contravvenzioni, ma adesso l’illusione sembra essere definitivamente svanita.

Ad alimentare la speranza di una normativa più morbida era stato soltanto una settimana fa il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro, intenzionato a “declassare” (col via libera del governo Renzi) le multe in questione paragonandole ad una semplice inadempienza contrattuale, con sanzioni proporzionate al tempo in eccesso trascorso nel parcheggio sulla striscia blu, senza l’aggravante del divieto di sosta.

Secondo quanto stabilito in sede di tavolo tecnico a Roma, al termine di un incontro tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il titolare dei Trasporti Maurizio Lupi e il rappresentante nazionale dell’ANCI Piero Fassino, la competenza in questa delicata materia va assegnata in toto alle amministrazioni comunali. Soltanto uno specifico atto deliberativo dell’ente locale di riferimento, infatti, potrà prevedere espressamente una sanzione pecuniaria per le soste ad oltranza su un parcheggio a pagamento, mentre in mancanza di tale atto all’automobilista verrà risparmiata la multa.

Facile immaginare un rapido intervento ad hoc della maggioranza dei Comuni italiani, chiamati a provvedere in tempi ragionevolmente brevi a formulare la menzione richiesta in una deliberazione che definisca la materia in modo preciso. Nello stessa riunione svoltasi presso il Viminale, si sono anche posti dei paletti in merito al funzionamento dei cosiddetti dissuasori di velocità, autorizzati all’installazione ed alla messa in opera sul territorio dal ministero soltanto se dotati di “dispositivi di effettivo controllo della velocità.

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