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Mussolini-baby squillo, Alessandra distrutta e le telefonate shock di Mauro Floriani

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Alessandra Mussolini dice di essere distrutta, e piange, dopo aver scoperto che suo marito, l’ex capitano della Guardia di Finanza, Mauro Floriani, è stato iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta sulle baby squillo dei Parioli. Scoperto, ha dovuto fare i bagagli, e si è trasferito altrove. Stessa cosa ha fatto la parlamentare, che ora vive da sua madre, Maria Scicolone (sorella minore di Sofia Loren), con i tre figli, Caterina, Clarissa e Romano (come il nonno, quarto figlio di Benito Mussolini). Come ha spiegato ai cronisti, "Devo pensare a loro, devo proteggerli".

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La Mussolini e Floriani sono fidanzati dai tempi delle scuole e si sono sposati il 28 ottobre del 1989 (anniversario della Marcia su Roma) a Predappio. Lui fu stretto collaboratore di Antonio Di Pietro all'epoca dell'inchiesta Enimont, nel ’96 è diventato responsabile amministrativo di Metropolis, la società che curava il patrimonio immobiliare delle Ferrovie di Stato: al vertice dell’azienda di trasporti, allora, c’era Lorenzo Necci, presidente Enimont proprio quando l’ex finanziere indagava sulla maxitangente. La prova contro di lui è una frase rivolta a una delle due ragazzine: "A che ora ci vediamo domani?" e altre, in cui si accordava per luogo e ora dell'incontro. La stessa giovane lo ha riconosciuto come uno dei suoi clienti. Per gli investigatori è prova che Floriani fosse un cliente abituale di almeno una delle due minorenni. Probabile che la sua linea difensiva sarà la stessa degli altri indagati: dichiarare di non sapere che fossero minorenni.

Quando la Mussolini diceva: "Castrazione chimica per il pedofili">

In altre conversazioni intercettate, l'ex finanziere parlerebbe anche con gli sfruttatori delle ragazzine. Floriani ha chiarito la sua posizione, presentandosi spontaneamente ai carabinieri e spiegando perché il suo numero di telefono sia tra quelli finiti nelle intercettazioni. La sua versione, però, non pare aver convinto gli inquirenti. Sono circa una ventina gli indagati, e l'ex investigatore non è l'unico vicino alla politica. Il dirigente di Trenitalia rischia fino a 4 anni di carcere. Ironia della sorte, a determinare la pena è la Convenzione di Lanzarote sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, voluta fortemente proprio da sua moglie (favorevole alla castrazione chimica, in casi come questo) in Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

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