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Myanmar, il ciclone Nargis miete 4mila vittime

La Birmania meridionale è stata duramente colpita. Il Paese, già poverissimo, versa ora in condizioni disperate. Il passaggio del ciclone Nargis ha provocato la morte di 3.969. I dispersi sono 2.879. Dalle Nazioni Unite fanno sapere che centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza tetto ed acqua potabile. "Sappiamo che centinaia di migliaia di persone hanno bisogno di un riparo e di acqua potabile - ha affermato da Bangkok Richard Horsey, dell'ufficio delle Nazioni Unite per l'emergenza disastri - ma non siamo in grado di quantificare il numero esatto". Il bilancio però potrebbe essere ancora peggiore. Non è stato ancora possibile, infatti, raggiungere molte aree.

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Subito si sono mobilitate le organizzazioni umanitarie anche se il loro intervento è ostacolato dalla giunta militare al potere che ne limita gli spostamenti. La Thailandia è stato il primo Paese ad inviare aiuti, spedendo un aereo C-130 con a bordo 9 tonnellate di cibo e medicinali. Secondo quanto riferito dal portavoce della Croce Rossa Internazionale, Michael Annear, l'organizzazione ha già distribuito 5mila litri d'acqua potabile, pasticche di cloro per la potabilizzazione, kit di sopravvivenza, zanzariere, teli di plastica e coperte.

La furia del ciclone, di categoria 3, ha investito il Paese nella notte tra venerdì e sabato con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari. Interi villaggi sono stati spazzati via e numerose zone sono rimaste senza energia elettrica per cinque giorni. Duramente colpita anche l'ex capitale Rangoon abitata da 5 milioni di persone. I danni più ingenti sono stati registrati lungo il delta del fiume Irrawaddy dove, secondo quanto raccontato dai media locali, 98mila persone hanno perso la casa. Per prestare loro soccorso si sono mobilitati centinaia di monaci. "In base alle informazioni in nostro possesso - ha fatto sapere il notiziario della tv di Stato - potrebbero esserci decine di migliaia di morti a Bogalay e altre migliaia a Labutta".

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