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Naufragio migranti nel Canale di Sicilia, oltre 200 morti annegati o assiderati: tre gommoni travolti dalle onde

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Aumenta drammaticamente il conto delle vittime dell’ennesima tragedia in mare nel Canale di Sicilia, costata la vita avantieri secondo le ultime stime non ufficiali a più di 200 persone.

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Il racconto dei 9 superstiti raccolti dalle motovedette della Marina poche ore dopo l’incidente lascia poco spazio a dubbi in merito all’entità del disastro, provocato dal maltempo e dal conseguente peggioramento delle condizioni del mare, trasformato ancora una volta in un cimitero a cielo aperto.

Sono 29 i profughi morti per assideramento su una delle imbarcazioni affondate lunedì pomeriggio intorno alle 15, mentre 76 passeggeri del gommone hanno resistito alle intemperie fino all’arrivo dei soccorsi, ma sugli altri due natanti vi erano qualcosa come almeno 200 persone, dei quali non si hanno notizie da avantieri.

Freddo e tempesta sono stati spietati e l’assenza di navi nelle vicinanze del luogo della tragedia ha impedito il salvataggio davanti alle coste libiche di centinaia di disperati: soltanto l’azione di un rimorchiatore italiano, sopraggiunto sul posto per salvare i superstiti, ha permesso di portare a terra i pochissimi naufraghi rimasti a galla vivi.

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In queste ore la Guardia Costiera sta valutando con attenzione le dichiarazioni dei migranti sopravvissuti alla strage in alto mare di lunedì scorso 9 febbraio, coadiuvata dal personale dell’Uhncr.

Proprio i volontari delle Nazioni Unite avevano provveduto tempestivamente a raccogliere le testimonianze dirette dei 9 naufraghi (alcuni originari del Mali, altri senegalesi tra i quali un minore) scortati da una motovedetta dopo il salvataggio ad opera di un mercantile battente bandiera tricolore a largo della Libia.

Continua intanto, nonostante le avverse condizioni climatiche nel tratto costiero dove si è verificato il disastro dei migranti, la ricerca dei corpi delle vittime da parte di mezzi militari dei due Paesi interessati al pattugliamento delle acque, senza tuttavia speranze per la sopravvivenza di altri profughi presenti a bordo dei barconi affondati due giorni fa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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