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Ndrangheta e sanità: 18 arresti a Reggio Calabria

Smantellata stamane dai Carabinieri di Reggio Calabria, nell'ambito dell'operzione "Onorata sanità", una organizzazione mafiosa che avrebbe operato nel settore della sanità pubblica calabrese. Arrestate in tutto 18 persone, tra cui anche alcuni esponenti politici.

Nell'ambito dell'inchiesta sono indagate complessivamente 47 persone di cui 18 destinatarie di provvedimenti restrittivi in carcere ed ai domiciliari. Tra i coinvolti nell'inchiesta anche presunti esponenti della cosca Morabito di Africo e il consigliere Domenico Crea, eletto nel 2005 nelle liste dell'allora Margherita e subentrato nel consiglio regionale della Calabria dopo la morte di Francesco Fortugno. Crea ha lasciato in seguito la Margherita, dopo una frattura con il presidente della Regione Loiero, per poi aderire alla Dc di Rotondi e tornare al centrodestra. Sequestrata anche una clinica, a Melito Porto Salvo, di proprietà del politico.

I Carabinieri, coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, hanno arrestato anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, presunti responsabili dell'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Alessandro Marcianò è accusato di essere stato il mandante dell'omicidio di Fortugno, che avrebbe ordinato per consentire a Domenico Crea di subentrare allo stesso Fortugno nel consiglio regionale.

Il figlio Giuseppe avrebbe invece svolto, sempre secondo l'accusa, il ruolo di mandante e al contempo di esecutore dell'assassinio di Fortugno. Fra le 18 persone coinvolte nell'operazione c'è anche il medico Giuseppe Panzera, già detenuto, genero del boss della 'Ndrangheta Giuseppe Morabito, detto 'u Tiradrittu, arrestato negli anni scorsi dopo un lungo periodo di latitanza.

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