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Neonato nel water del McDonald's a Roma, arrestata la madre

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E' stata arrestata con l'accusa di tentato infanticidio la donna che la vigilia di Capodanno ha partorito nei bagni del McDonald's di piazza Luigi Sturzo, a Roma, gettando il neonato nel water: A. G., queste le sue iniziali, è una prostituta dell'Est, appena ventenne, identificata grazie alle immagini catturate da una telecamera di sorveglianza all'interno del fast food e a una lunga e testarda indagine condotta dagli agenti del commissariato Esposizione e della Squadra Mobile della Capitale.

I fotogrammi che la ritraggono mentre entra nella toilette del McDonald's, per uscire poi 19 minuti più tardi, sono stati fondamentali per permettere l'identificazione della giovane donna: gli investigatori, infatti, hanno mostrato il suo volto a decine di prostitute e fin dai primi giorni dopo il ritrovamente del bambino - chiamato Emanuele dal personale dell'ospedale Sant'Eugenio dov'è stato immediatamente portato - una 'collega' della ragazza ha detto di conoscerla, fornendo informazioni utili alla sua individuazione.

Da un confronto incrociato con le foto segnaletiche dei controlli anti-prostituzione, gli agenti sono così risaliti con certezza all'identità della donna, al suo domicilio a Roma e poi alla città di origine, un piccolo villaggio in Romania dove la giovane è scappata subito dopo il parto, sperando di sfuggire alle maglie della giustizia e - forse - a un passato che voleva dimenticare. Nei suoi confronti è stato spiccato un mandato di cattura internazionale e nei prossimi giorni A. G. sarà estradata in Italia.

La vicenda del piccolo Emanuele aveva destato grande commozione e indignazione: sono state centinaia infatti le manifestazioni di solidarietà e le richieste di adozione per il piccolo, salvatosi grazie alla presenza di spirito delle due ragazze entrate nel bagno di McDonald's dov'era stato abbandonato pochi minuti dopo il parto. Le giovani, infatti, hanno subito tirato il bambino fuori dal water, liberandolo della placenta e scaldandolo con gli asciugatori ad aria presenti nella toilette, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza.

Una storia di degrado e disperazione fortunatamente a lieto fine, sulla quale era intervenuto anche l'allora Pontefice, Benedetto XVI, dicendo: "Ogni bambino venga accolto come dono di Dio, sia sostenuto dall'amore del padre e della madre, per poter crescere come il Signore Gesù in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini".

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