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Nestlè, carne di cavallo: test negativi, ma esplode caso lasagne

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Nella maxi-partita di carne trita cotta e surgelata Nestlè sequestrata lo scorso 21 febbraio dai Nas a None, in provincia di Torino, non c'è traccia di DNA di cavallo. A stabilirlo è stato l'Istituto Zooprofilattico del capoluogo piemontese, che ha reso noto che nessuno dei campioni prelevati presso lo stabilimento SAFIM è risultato positivo ai test per verificare la presenza di carne equina. Dunque, fanno sapere dal Ministero della Salute, il lotto sarà dissequestrato.

Ravioli Buitoni, trovata carne di cavallo: Nestlè ritira prodotti dal mercato italiano

Una doppia buona notizia per Nestlè, che non solo recupera ben 26 tonnellate di materiale semi-lavorato, ma vede anche decadere l'accusa di vendere ai consumatori prodotti non conformi a quanto dichiarato in etichetta e, soprattutto, pericolosi per la salute. Come si ricorderà, infatti, lo scandalo è esploso a seguito della scoperta in ravioli, tortelli e altri cibi contenenti carne di manzo di tracce di carne equina contaminata da fenilbutazone, un antinfiammatorio nocivo per l'uomo, che ha fatto decidere alla multinazionale di ritirare i prodotti a marchio Buitoni dal mercato italiano, francese, portoghese e spagnolo.

Oggi invece la rassicurazione da parte del Ministero della Salute e dei Nas, che stanno comunque procedendo a tappeto con i controlli: sono 292 i campioni di 121 diverse marche prelevati fino a ora dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, sia presso gli stabilimenti di produzione che nelle piattaforme e nelle catene commerciali di distribuzione. Un numero maggiore ai 200 previsti dalla Raccomandazione europea e che proprio oggi ha portato alla scoperta di un nuovo caso di carne equina non dichiarata in etichetta a Brescia.

Il campione contaminato proviene da una confezione di Lasagne alla bolognese da 600 grammi (lotto n° 12326 con scadenza 23 maggio 2014) in vendita in un supermercato della città lombarda e prodotto dall'azienda Primia di San Giovanni in Persiceto (Bo), che ha utilizzato una partita di carne acquistata dalla ditta Dia di Calcinato (BS), che a sua volta si è rifornita presso due stabilimenti siti in provincia di Brescia. Su questi ultimi sono ora in corso ulteriori accertamenti, ma intanto il Nas di Bologna ha disposto il sequestro in via cautelativa di tutto il lotto risultato positivo ai test, di 2.400 confezioni di Lasagne alla bolognese di altri lotti e di 6 tonnellate di macinato dichiarato come carne bovina.

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