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New York, via libera alle nozze gay. Centinaia in fila per sposarsi

  • LaPresse

Ieri lo Stato di New York, il sesto degli Usa, ha dato il via libera ai matrimoni omosessuali. E centinaia di coppie gay newyorkesi, e non solo, si sono radunate, fin dalle prime luci dell'alba, davanti al Clerk Office di Manhattan per pronunciare il loro ''. Le prime nozze gay sono state celebrate, un minuto dopo la mezzanotte, alle cascate del Niagara. Ad unirsi in matrimonio Kitty Lambert e la sua compagna Cheryle Rudd, nonne di ben 12 nipoti.

Se qualcuno si è presentato indossando abiti colorati ed appariscenti, per la maggior parte la parola d'ordine è stata sobrietà. Quello che dalle numerose coppie omosessuali giunte davanti al Clerk Office di Manhattan traspariva era voglia di normalità. Il grande desiderio non era quello di stupire, ma di vivere, finalmente, con grande serietà ed emozione un momento atteso da tempo, per molti da tanti anni. E così è stato.

La prima coppia che si è sposata a Manhattan è stata quella di Phyllis Siegel, 76 anni, e Connie Kopelov, 84 anni, conviventi da 23 anni. Lo Stato di New York è il sesto e più grande Stato americano ad autorizzare le nozze gay, per tale ragione la legalizzazione delle unioni omosessuali proprio in questo Stato è vissuta come una vittoria simbolica del movimento per i diritti degli omosessuali in America. Solo nella giornata di ieri sono stati celebrati ben 823 matrimoni.

Come è facile immaginare non sono mancate le proteste. Migliaia di persone hanno manifestato in numerose città dello Stato di New York. Alla folla che si è radunata vicino alle Nazioni Unite, il senatore dello Stato, Ruben Diaz, il solo democratico a votare 'no' quando la legge è stata approvata, ha detto che lui e altri oppositori tenteranno di far annullare i matrimoni. Davanti all'ufficio del governatore Andrew Cuomo i manifestanti hanno chiesto un referendum popolare perché i newyorkesi possano scegliere democraticamente se vogliono o meno la legge che legalizza le nozze gay.

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