Abbracciomania: il parere dello psicologo15:11 ven 17 novembre 2006Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute. Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere
Ormai lo conosciamo tutti, quel video in cui un uomo solo si mette in mezzo alla strada con un cartello "free hugs" ("abbracci gratis" o, letteralmente, "liberi"). Il mondo è in bianco e nero finché un passante non si decide e abbraccia l'uomo col cartello; allora tutto si colora. Io la prima volta che ho visto il video mi sono commosso fino alle lacrime. In effetti, quell'uomo inizialmente così solo ha fatto proseliti; l'abbracciomania ha assunto le proporzioni di una campagna mondiale (così si auto-definisce su Internet). Campagna: parola derivata dalla terminologia bellica (le campagne di Napoleone), è diventato un modo di indicare una attività intensiva ed estensiva volta a conseguire un particolare fine (la campagna pubblicitaria, la campagna elettorale, etc.). Quindi, si obietterà, l'abbracciomania non è come un virus, ma piuttosto come una specie di vaccinazione di massa, o una sorta di alfabetizzazione affettiva. D'altra parte, chi se la sente di opporsi ad un così nobile intento come quello di diffondere una cultura del libero scambio di abbracci? Provateci, e farete la fine del poliziotto che compare nel video: vi beccherete l'etichetta di "cattivo anti-abbraccio", quindi sarete messi in schiacciante minoranza da diecimila firme di abbracciomani, e infine verrete a vostra volta abbracciati come definitivo segno della vostra sconfitta. Perché loro, gli abbracciomani, sono così buoni da voler abbracciare persino voi fetentoni. Ecco, io credo che l'insidia dell'abbracciomania si nasconda proprio qui: o sei un abbracciomane o sei un fetente. O sei dentro o sei fuori. Secondo me, in nome di un principio condivisibile, si perdono i confini del buon senso e della capacità di discriminazione. Il principio condivisibile è che c'è bisogno di abbracci. Tutti ne abbiamo bisogno, di darli e di riceverli. Però, nell'abbracciomania questo principio viene decontestualizzato, diventa un ideale, qualcosa di assoluto. E nella campagna degli abbracci indiscriminati diventa addirittura una retorica, un' operazione di tipo ideologico. Ormai troviamo dappertutto esperti pronti a testimoniare che gli abbracci fanno bene alla salute. Siamo ad un passo dalla istituzionalizzazione dell'abbraccioterapia.
Siccome le mie obiezioni, messe in questi termini, possono sembrare a loro volta di tipo intellettuale e ideologico, affrontiamo la cosa da un punto di vista più concreto.
Prima di concludere, concedetemi una parentesi in veste di esperto. Da un punto di vista psicofisiologico, l'abbraccio ha a che fare con il sé. L'idea di fondo è che ognuno di noi ha bisogno dell'altro per definire una propria identità. Nell'abbraccio si compiono e si integrano due processi fondamentali di segno opposto: da una parte stabilisco una vicinanza tra me e l'altro tale da con-fondermi momentaneamente con lui; al contempo, utilizzo l'altro per sentire i miei confini corporei, dacché la pressione dell'altro mi consente di "sentirmi". Quindi, dopo un tempo congruo, mi distacco (avete mai provato la sensazione che un abbraccio diventi troppo lungo? O che invece sia durato troppo poco?). Intanto, in questo processo di unione-percezione-distacco, l'altro dà una coloritura emozionale ai miei confini. Pensate a quando vi sentite tristi, una persona cara vi abbraccia, e finalmente le lacrime trovano una via d'uscita. Ma anche a quando abbracciate una persona ed avete la sensazione che un suo stato d'animo "arrivi" fino a voi.
Io sono convinto che Un abbraccio sia un gesto denso di significati profondi. Proprio per questo, è importante poter scegliere le persone e le occasioni per condividere un abbraccio. E se ci va, possiamo anche abbracciare uno sconosciuto, perché no. a cura di Maurizio Brasini, psicoterapeuta
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Commenti (5)
Come volevasi dimostrare. La ringrazio per avere esemplificato proprio quello che cercavo di dire sul rischo di confondere un bisogno con una ideologia.
tutti i commenti di mabrasCaro Maurizio Brasini, persone come lei, chiuse ed ostili, non fanno altro che alimentare la separatività, ciò che ha procurato tanti guai agli esseri umani. E meno male che oramai persone come lei cominciano ad essere in minoranza. Ben vengano gli abbracci liberi, gratis...ben vengano in questa Nuova Era indirizzata verso l'unione e l'integrazione. Non pensa di essere fuori tempo?
tutti i commenti di bianco.azzurrosi appunto, non dall'abbraccio in se'. anche se non credo sia così schematica la cosa. siamo fatti di cellule, recettori, ormoni, ecc ecc. ma non vorrei buttarla troppo sulla biochimica.
tutti i commenti di rujlabCara Mortolaccia, io credo che sia proprio questo il punto! Se un abbraccio lascia o no il segno? Dipende da chi, da come, da quando... Dipende dal significato di quell'abbraccio.
tutti i commenti di mabrasun abbraccio è piacevole, darlo, riceverlo, se non obbligati. sblocca tante cose semplicemente. ma poi spesso finisce lì. o lascia tracce? :-)
tutti i commenti di Mortolaccia