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No Tav, riprendono gli scontri in Val di Susa

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Non si placano le tensioni in Val di Susa: ieri sera ci sono stati ancora scontri nei pressi del cantiere della Tav a Chiomonte fra manifestanti e forze dell'ordine.

Circa duecento persone (cinquecento secondo la ricostruzione del movimento No Tav), molte delle quali armate di scudi e a volto coperto, hanno tirato petardi contro un operaio addetto all'accensione delle torri di faro; torri che si sono rotte e quindi causato il buio generale.

Negli stessi momenti, altri manifestanti hanno aperto un varco (servendosi di cesoie) nella rete del cantiere in due punti diversi, poi lanciando altri oggetti, pietre, petardi e bombe carta contro le forze dell'ordine (una di queste ha sfiorato un automezzo un automezzo e alcuni poliziotti), che a loro volte hanno reagito con l'uso di lacrimogeni eidranti.

Un dirigente della polizia ha riportato contusioni a una spalla durante la sassaiola scatenata dai No Tav e un agente è stato invece violentemente colpito a un polso. Dopo due ore di tagli e resistenza, secondo quanto riportano gli attivisti sul sito Notav.info, il movimento ha ripreso la via di Chiomonte e Giaglione. La manifestazione era stata organizzate per ricordare l'operazione di sgombero del presidio No Tav del 27 giugno 2011 effettuata tramite duemila uomini a bordo di carri armati, in marcia o di corsa. La guerriglia durò sei ore.

Il raduno, ieri, è avvenuto all'altezza della baita Clarea, ormai simbolo del movimento stesso, che in seguito all'estensione del cantiere per l'avvio dei lavori per l'alta velocità si trova subito dietro le recinzioni sormontate dal filo spinato. "Il campeggio No Tav in Valsusa va sgomberato - ha dichiarato ieri sera Stefano Esposito del Pd - non si può continuare a tollerare questo andazzo per tutta l'estate". Intanto, è fissata per il prossimo 6 luglio la prima udienza del processo ai No Tav arrestati lo scorso 26 gennaio.

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