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Nobel per la Fisica 2013 a Peter W. Higgs, ha scoperto di cosa è fatto il mondo. Premiato anche Francois Englert

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di Simone Rausi

Peter W.Higgs vince il Nobel per la fisica 2013 per la scoperta del suo bosone, la cosidetta particella di Dio. Quello che non sapete è che, insieme a Higgs, a prendere il Nobel c'è anche lo scienziato belga Francois Englert, che entrambi sono ultraottantenni (166 anni in due) e che, oltre alla gloria, Higgs ed Englert si mettono in saccoccia un premio in denaro di 8 milioni di corone svedesi (circa 1 milione e 25mila dollari). Soldi più che meritati se pensiamo che questi due hanno letteralmente scoperto la materia di cui è fatto il mondo."Tutto, dai fiori alle persone alle stelle ai pianeti, è costituito di pochi mattoncini: le particelle di materia" ha detto l’Accademia Reale delle Scienze della Svezia motivando l'assegnazione del Nobel.

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In effetti, il bosone di Higgs non è chiamato anche "particella di Dio" per slanci di egocentrismo. Grazie a lui, il bosone, possiamo giustificare l'esistenza della massa nell'universo. Una scoperta sensazionale che oggi trova il suo meritato riconoscimento ma che ha visto la luce la bellezza di 49 anni fa. L'esistenza del bosone era infatti stata teorizzata, sia da Higgs che da Englert, già nel lontano 1964. I due però arrivarono al risultato in modo autonomo e indipendente. Le scoperte di Higgs vennero pubblicate dalla rivista Physical Review Letters nel '64 e, nello stesso anno, anche Englert arrivò alle stesse conclusioni scientifiche partendo però da approcci diversi.

Englert però non arrivò da solo alla scoperta. Con lui anche il fisico Robert Brout, sicuramente premiato insieme ai due scienziati con il Nobel se non fosse venuto a mancare nel 2011. Brout ed Englert studiarono i campi vettoriali di Gauge ma, prima di addentrarci in territori pericolosi, facciamo un salto in Italia. Una piccola parte di questa scoperta si deve pure a dei nostri connazionali.

Il bosone di Higgs, infatti, è stato scoperto materialmente solo lo scorso anno, al Cern di Ginevra, e per merito della più grande e complessa macchina mai costruita dall'uomo, il Large Hadron Collider (LHC). A portare avanti "l'esperimento" furono due gruppi di ricerca da 3 mila scienziati l'uno coordinati dagli italiani Guido Tonelli e Fabiola Giannotti. Ai due scienziati dell'Istituo Nazionale di Fisica non sarà andato il Nobel ma, per quel che vale, va un nostro enorme "grazie". Un passo avanti nel progresso e nella conoscenza del mondo. Un passo fatto da uno stivale...

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