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Nobel per la Pace 2014, premio a Malala e Satyarthi. La giuria: "Hanno difeso i diritti dei bambini"

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Due paladini della lotta per i diritti dei minori premiati dalla giuria internazionale chiamata come ogni anno ad assegnare il Premio Nobel per la Pace.

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La giovanissima scrittrice pachistana Malala Yousafzay e il noto attivista indiano Kailash Satyarthi sono stati scelti per l’ambito riconoscimento accordato nel 2014 dall’Accademia di Oslo, come simboli del coraggio nella difesa dei soggetti più deboli in un pianeta sempre meno a misura di bambino.

In particolare, i riflettori dell’opinione pubblica mondiale oggi si sono concentrati sulla figura da molti ritenuta eroica della ragazzina sfuggita alle minacce ed agli attentati dei talebani del Pakistan e diventata da diversi anni capofila delle battaglie a favore dell’istruzione dei bimbi delle zone meno fortunate del mondo.

Appena 14enne Malala aveva sfidato gli “studenti del Corano” scrivendo un diario in lingua urdu a testimonianza dei crimini compiuti dai guerriglieri integralisti nella valle di Swat, andando incontro subito dopo ad una escalation di intimidazioni e tentate violenze interrotta soltanto dal suo espatrio in Gran Bretagna.

(La pachistana Malala Yousafzay e l'indiano Kailash Satyarthi Nobel per la Pace: video)

Un premio, quello conquistato dalla battagliera adolescente asiatica, destinato a riaccendere la fiaccola della speranza per le minoranze che in fronti di guerra e in aree geografiche ad alto tasso di fanatismo religioso provano a battersi per una società più giusta e libera, pagando spesso col sacrificio estremo il loro impegno politico o culturale.

“Ai minori va riconosciuto il diritto di poter studiare e non devono essere sfruttati per soldi” hanno argomentato i giurati nella nota di accompagnamento del Nobel 2014, aggiungendo che “gli abusi sui bambini contribuiscono al perpetuarsi della violenza di generazione in generazione”.

Emozionato per aver ricevuto il Nobel per la Pace insieme alla giovane attivista del Pakistan, l’indiano Satyarthi ha affermato in un’intervista rilasciata ai giornalisti a Nuova Delhi di voler al più presto cominciare a “lavorare insieme” con Malala Yousafzay per promuovere i diritti umani e in primo luogo dei bambini, da sempre oppressi e sfruttati non solo nel Terzo Mondo ma anche in Paesi almeno sulla carta economicamente sviluppati.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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