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Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo

E' stato assegnato a Liu Xiaobo, dissidente cinese, in carcere dal 2009, il Nobel per la Pace. L'attivista democratico sta scontando una condanna a 11 anni di carcere per 'istigazione alla sovversione'. Liu è accusato di essere tra i promotori di Carta08, il documento favorevole alla democrazia che è stato firmato da oltre duemila cittadini cinesi. Il premio, che prevede un assegno da 10 milioni di corone svedesi, sarà assegnato a Oslo il prossimo 10 dicembre.

Il nome del dissidente cinese come possibile vincitore del prestigioso premio circolava già da qualche tempo e le autorità cinesi si erano affrettate ad esprimere pesanti critiche. Ma a nulla sono servite le pressioni di Pechino. La notizia, però, non è stata accolta favorevolmete dal governo cinese, tanto che nel Paese è stata interrotta la diretta dell'emittente inglese Bbc che trasmetteva l'annuncio del premio Nobel per la pace 2010 al dissidente Liu Xiaobo. Sul social network Twitter, poi, sono apparse alcune indiscrezioni secondo le quali a casa di Liu si sarebbero recati alcuni poliziotti che starebbero discutendo con la moglie per stabilire se l'uomo potrà rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Nelle motivazioni del Comitato del Nobel si legge: 'Durante gli ultimi decenni la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L'articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica» Per oltre due decenni Liu è stato un grande difensore dell'applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell '89, è stato tra i firmatari e i creatori del Manifesto 08 della democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l'applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta'.

Liu Xiaobo è nato nel 1955 nella città industriale di Changchun, nel nordest della Cina. Nel 1989, quando scoppiò il movimento studentesco, Liu era un brillante professore universitario di letteratura e fu tra gli intellettuali che si schierarono con i giovani, partecipando con i dirigenti studenteschi Wang Dan e Wu'er xi alla fondazione della Federazione Autonoma degli Studenti che fu la struttura dirigente delle proteste.

Quando la situazione su piazza Tiananmen, occupata dagli studenti democratici, precipitò tra la fine di maggio e l'inizio di giugno e fu chiaro che i riformisti del Partito Comunista, guidati dal segretario Zhao Ziyang, erano stati sconfitti e che il leader supremo Deng Xiaoping aveva scelta la via della repressione, Liu aderì allo sciopero della fame proclamato dagli studenti. Pochi giorni dopo che l'Esercito di Liberazione Popolare sgombrò la piazza con la forza, uccidendo centinaia di persone, Liu Xiaobo fu arrestato e trascorse 18 mesi in prigione, condannato come 'controrivoluzionario'. Nel 1995, poi, fu condannato a tre anni in un campo di 'rieducazione attraverso il lavoro' per aver diffuso articoli critici verso il governo. Scontata la pena, gli fu vietato di continuare ad insegnare. Liu continuò a criticare il regime autoritario con saggi e articoli pubblicati all'estero e diffusi in Cina clandestinamente.

 (foto © LaPresse)

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