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Nobel per la Pace, gaffe: Italia 'dimenticata' nel video celebrativo

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Lunedì prossimo, a Oslo, l'Unione Europea riceverà il Premio Nobel per la pace per aver "contribuito per oltre sei decenni al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa". Un riconoscimento storico, che la UE ha deciso di celebrare pubblicando sul proprio sito (consilium.europa.eu) una video-story che ripercorre i momenti fondamentali del processo di unificazione, mostrandone i principali artefici.

Premio Nobel per la Pace: Italia 'aggiunta' nel video celebrativo

Peccato che nella prima versione comparsa online l'Italia non sia stata citata neppure per sbaglio: nè tra i padri fondatori (ignorando dunque Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi), nè tra i cittadini dell'Unione chiamati a offrire la loro testimonianza sul significato e il valore della UE. Una 'dimenticanza' che ha provocato un vero e proprio incidente diplomatico, con l'ambasciatore italiano Ferdinando Nelli Feroci che ha avanzato una rimostranza formale al Consiglio dei 27 governi dell'Unione.

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"Siamo intervenuti con chi di dovere, anche ai più alti livelli, e l'errore è stato riconosciuto e sono state fornite scuse formali. Ci è stato confermato il ritiro del video per il Premio Nobel e la diffusione di una versione corretta", ha detto oggi Feroci, riferendosi al presidente stabile del Consiglio, il belga Herman Van Rompuy, che della video-story è stato l'ideatore e il promotore, facendola distribuire oltre che online anche in tv e su tutti gli altri media audio-visivi. Insomma, una 'gaffe storica' senza precedenti, nella quale però molti hanno voluto vedere una forma di superiorità nei confronti dell'Italia che affonda le sue radici in ben altri tempi e questioni.

Proprio in questi giorni, infatti, in Consiglio UE si stanno discutendo i bilanci per il ciclo 2014-2020 e le misure per contrastare la crisi e nonostante l'Italia contribuisca in maniera significativa, i provvedimenti al vaglio dell'Unione sono tutti fortemente penalizzanti per il Belpaese. Una situazione che alimenta i (ben) noti moti di insofferenza nei confronti della UE e che in prossimità delle politiche del 2013 si sta trasformando in una specie di arma che può essere utilizzata sa tutti contro tutti, con l'accusa di aver permesso a Bruxelles di 'passeggiare' sull'Italia.

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