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Nocs, denunciati abusi e soprusi alla caserma polifunzionale di Spinaceto

  • LaPresse

Storie di 'nonnismo' alla caserma polifunzionale di Spinaceto dei Nocs, il Nucleo operativo centrale di sicurezza, ovvero quello che si occupa delle operazioni più delicate e importanti, dai sequestri alle catture dei latitanti. Ad alzare il velo su una realtà fatta di abusi, soprusi e violenza una denuncia shock presentata da un agente che ha raccontato episodi tremendi. Come il rito chiamato 'Anestesia', che consiste nel picchiare la vittima in uno specifico punto fino a rendere quest'ultimo insensibile e nel strappare poi la carne a morsi.

Come si legge sul quotidiano La Repubblica, a denunciare gli episodi di 'nonnismo' della caserma polifunzionale di Spinaceto un agente dal curriculum impeccabile che, vittima dell'ennesimo episodio, ha deciso di reagire e qualche mese fa si è rivolto alla procura di Roma, fornendo registrazioni video e audio, e fotografie. Dopo una prima fase di studio, la procura di Roma ha deciso di approfondire e ha dato delega alla Digos di fare i primi accertamenti.

L'agente ha fatto sapere: 'L'incubo comincia la sera. Quando 'gli esterni' e i civili tornano a casa e dentro restano le quaranta teste di cuoio, come intrappolate, ostaggio di una decina di ufficiali fuori controllo che nel tempo hanno imposto con botte e sevizie e minacce di morte un regime parallelo'.

In una foto mostrata dall'agente alla procura di Roma si vede un ragazzo di schiena, senza pantaloni, tenuto fermo da una decina di mani, e un uomo nell'atto di mordergli il gluteo destro. L'agente ha spiegato che il ragazzo nudo è una testa di cuoio arruolata da poco, mentre quello che morde è il leader, che 'si vanta di essere capace di serrare il morso fino a far toccare gli incisivi'. L'agente che ha presentato denuncia ha detto: 'E' una sorta di rito di iniziazione: se dimostri di essere degno del morso, allora entri a far parte del gruppo, altrimenti sono solo botte, umiliazioni ed emarginazione'. Anche se, a dire il vero, pure dopo la vita in caserma delle teste di cuoio non è affatto facile. Le violenze, fisiche e psicologiche sono quotidiane. Ma superando quel 'rito' si entra a far parte a pieno titolo della vita dei Nocs, non si viene esclusi.

L'agente ha poi raccontato: 'Io sono stato 'morso' dopo un paio d'anni. Ma, come gli altri, anche dopo ho subito di tutto'. Aggiungendo che all'interno della caserma basta nulla per scatenare scene di violenza inaudita. L'agente ha quindi reso noto: 'L'ultima volta è successo perché in mensa ho fatto un saluto a quello che si ritiene il leader. Lui si è avvicinato e spalleggiato dagli altri, ha cominciato a picchiarmi. Un pestaggio che ha costretto la vittima a una convalescenza di 108 giorni.

L'agente ha spiegato: 'A quella scena hanno assistito tutti, nella sala. Ma nessuno si è detto disposto a testimoniare, perché lì regna il terrore'. Alla luce di ciò non appare una coincidenza, dunque, che negli ultimi anni ci siano stati numerosi episodi di agenti affetti da depressione e andati in pensione a soli 40 anni, oltre al caso del suicidio di Paolo De Carli, che due anni fa si sparò un colpo al cuore proprio in caserma.

Il segretario provinciale del sindacato di polizia Silp Cgil Gianni Ciotti ha spiegato che ora la magistratura sta lavorando sulla vicenda. Ciotti ha quindi affermato: 'Ci auguriamo che quanto raccontato dal collega coinvolga solo alcune mele marce, non possiamo pensare né tollerare che in un reparto d'eccellenza come il Nocs accadano cose del genere'.

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