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Nozze in vista per il mostro del Circeo. La futura moglie è una giornalista

Lui è Angelo Izzo, pluriassassino, condannato all'ergastolo per la strage del Circeo e di Ferrazzano, dove il 28 aprile del 2005 ha ucciso una donna e sua figlia mentre era in regime di semilibertà. Lei è Donatella Papi, attuale direttrice del giornale online www.comincialitalia.net, ex inviata speciale per Il Giornale, ex giornalista per il settimanale Gioia, ex capufficio stampa e portavoce del Ministro delle Comunicazioni durante il governo D'Alema, ex responsabile della comunicazione dell'agenzia Ansa.

I due ora si vogliono sposare. La giornalista, 53 anni, nelle settimane scorse ha scritto una lettera al direttore del carcere di Velletri (Roma), dove Izzo, 56 anni, sta scontando il secondo ergastolo, comunicando l'intenzione di volersi unire in matrimonio con l'uomo. Come sottolineato da Il Corriere della Sera, al direttore del carcere la Papi ha chiesto di essere autorizzata a incontrare Izzo "al fine di concordare con lo stesso le modalità e le autorizzazioni necessarie al fine di contrarre matrimonio in regime intramurario".

La giornalista e il pluriassassino si sono conosciuti per via epistolare. Il quotidiano Il Giornale ha sottolineato che Izzo, scrivendo a un cronista, ha confermato: "Può darsi che ci sposeremo. Ne abbiamo parlato ed è in progetto il matrimonio. Donatella è stata una ragazza che è divenuta una bella donna, molto intelligente e sensibile. Recentemente fra noi è nato un rapporto epistolare e abbiamo scoperto tante affinità elettive. Soprattutto, come gli antichi samurai, ambedue abbiamo un gran desiderio di coltivare i valori della compassione, della bellezza, degli ideali e delle belle bandiere".

Izzo ha ucciso tre donne e, come riportato da Tgcom, a chi gli chiede che rapporto ha con l'altro sesso risponde: "La mia presunta misoginia o, addirittura, una mia presunta ostilità verso il sesso femminile è assolutamente un'invenzione di giornalisti e criminologi... Seppure in un passato lontano mi sono macchiato di reati di un certo tipo, non vi era né inimicizia di genere, né odio di classe, o cose del genere... Erano episodi collegati ad un modo di vivere sbagliato. Per il quale pensavo fosse mio diritto impadronirmi con la violenza di ogni cosa".

Foto: www.tgcom.mediaset.it

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