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Giappone, fumo e vapore da due reattori della centrale

Ancora alta, altissima, l'attenzione sulla centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi. Questa mattina da due reattori della centrale sono fuoriusciti fumo e vapore. Nel frattempo sale il rischio fusione e resta l'allarme radiazioni.

Le immagini della centrale nucleare di Fukushima

Secondo quanto fatto sapere da Kyodo news, i tecnici al lavoro nelle operazioni di soccorso attorno all'impianto nucleare, che si trova sulla costa del Pacifico nel nord-est del Giappone, hanno riconnesso i cavi elettrici di tutti e sei i reattori, riuscendo in uno di essi ad avviare una pompa di raffreddamento per bloccare il surriscaldamento delle barre di combustibile nucleare.

Il problema, sempre secondo quanto riportato dall'agenzia, è che dal reattore numero 2 è cominciato ad uscire fumo, mentre sul 3 è stata individuata una foschia biancastra. La Tepco (Tokyo Electric Power Co) ha reso noto che il fumo è diventato vapore, e che comunque si ritiene ci siano le condizioni di sicurezza per lavorare. Ma ha anche fatto sapere che 'sono state individuate radiazioni nel vicino Pacifico'. Lo iodio radioattivo in alcuni campioni marini 'è 126,7 volte i limiti consentiti, mentre la presenza di cesio è di oltre 24 volte'. Tali livelli, tuttavia, non rappresenterebbero ancora una minaccia immediata.

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Rimane il fatto che la presenza crescente di tracce di radioattività in verdure, acqua e latte sta suscitando timori tra i giapponesi e anche all'estero. Alcuni esperti tendono a tranquillizzare, ma dopo aver riscontrato alti livelli di iodio radioattivo nell'acqua il governo giapponese ha invitato alcuni abitanti nelle zone vicine alla centrale a non bere acqua di rubinetto, e ha proibito la vendita di latte, spinaci e un'altra verdura, la kakina, proveniente dall'area. Gli esperti, tuttavia, hanno voluto sottolineare che le radiazioni sono nettamente più basse rispetto a quelle riscontrate attorno alla centrale di Chernobyl dopo l'incindente nucleare del 1986.

Ma l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è allarmata. Secondo l'Oms, infatti, l'impatto delle radiazioni è più grave di quanto si pensasse in un primo momento, quando si riteneva che fosse limitato a 20-30 km dalla centrale.

Un portavoce della Tepco ha fatto sapere che secondo quanto è stato accertato, lo scorso 11 marzo, dopo il terremoto di magnitudo 9 che ha colpito il nord-est del Giappone, la centrale è stata investita da un'onda alta almeno 14 metri.

 (foto © LaPresse)

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