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Nuoto, LaPresse scarica Laure Manaudou

Si conclude con un colpo di scena l'avventura italiana di Laure Manaudou. La nuotatrice francese, nota oltre che per il talento in vasca, anche per la storia d'amore con l'italiano Luca Marin, è stata cacciata dal club torinese di "LaPresse". Alla base della decisione l'atteggiamento negativo tenuto dall'atleta negli ultimi mesi, ma in particolare ai recenti Open di Parigi dove Laure non avrebbe svolto il riscaldamento pre-gara e si sarebbe addirittura rifiutata di partecipare alla staffetta con la sua nazionale. "In questi tre mesi e mezzo insieme - spiega il suo allenatore Paolo Penso - l'ho avvisata più volte di come comportarsi".

E pensare che solo una settimana fa la stessa nuotatrice affermava "Lasciare Torino? E perchè mai, qui mi trovo bene", ma pare che in realtà l'avvocato Didier Poulmaire avesse già avviato dei contatti preliminari con altri team "affinché trovi condizioni di vita e di allenamento all'altezza del suo talento e della sua ambizione".

La campionessa di nuoto non è nuova a "colpi di testa". Solo tre mesi fa ha lasciato Philippe Lucas, l’uomo che l’ha scoperta, per trasferirsi sotto l'ala protettrice di Marco Durante. Il tutto senza una parola, sfruttando un meeting italiano per trasferirsi a Torino. Sembrava avesse risolto ogni problema, anche la federazione francese aveva benedetto la novità.

Oggi arriva invece la notizia del licenziamento, seppure non ci fosse alcun contratto firmato fra LaPresse e Laure Manaudou E' lo stesso legale ad affermarlo "Lei non ha mai firmato contratti con Lapresse ed è sempre rimasta legata al club di Canet, di cui porta i colori nelle competizioni ufficiali". E proprio la mancanza di un contratto innesca il tentativo di rivalsa da parte della nuotatrice francese, che sarebbe stata manipolata per lo sfruttamento dei suoi diritti di immagine. Parole pesanti, che fanno pensare ad un clamoroso ritorno in Francia, nonostante la nuotatrice non si sia comportata in modo esemplare nei confronti della sua nazione dando vita ad un piccolo incidente diplomatico per essersi rifiutata dopo una gara di rispondere al telefono "per mal di testa" al ministro dello sport, Roselyne Bachelot. Ora la campionessa è in vacanza, senza allenatore, casa, piscina, senza idea cosa farà e se tornerà a nuotare.

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