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Nuove minacce a Bagnasco

Ancora scritte contro il presidente della conferenza episcopale italiana, e arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, finito nel mirino dopo aver ribadito la linea dura della Chiesa contraria ai Dico.

Le ultime sono apparse sui muri di Sampiedarena, quartiere del capoluogo ligure, in vico della Catena e in piazza Monastero. "Bagnasco a morte", "Attento Bagnasco, ancora fischia il vento", e poi "a morte il Papa" e un'altra contro il cardinale Camillo Ruini, vernice nera e vernice rossa.
Le firme: il disegno falce e martello, la P38 e la stella a cinque punte delle Brigate Rosse.
Non è finita: su una Chiesa, un’altra offesa contro l’arcivescovo: "Bagnasco trans".

Al termine di una settimana in cui altre scritte e manifesti (su uno di questi era rappresentata una finta fucilazione di Papa Benedetto XVI) erano apparsi nel centro storico della città, Bagnasco ha preferito non commentare, le uniche parole sono quelle lasciate ai suoi fedeli nell’omelia di Pasqua: "Non dobbiamo scoraggiarci perché c’è tanta gente che vive nel bene dentro la comunità dei credenti".

Peccato che in quella stessa Messa qualcuno ha "distribuito dei santini con delle immagini pornografiche", racconta Claudio Arcolao direttore dell’ufficio stampa della Curia. Dalla Diocesi, sottolineano che l’Arcivesco, nonostante tutto, è sereno "Bagnasco rimane tranquillo. C’è attenzione e vigilanza, ma non allarme per quanto sta accadendo - dice Don Francesco Di Comite-. L’Arcivescovo è uomo di grande preghiera ed equilibrio. Questa esagerazione del linguaggio richiede una prudenza maggiore. E noi sappiamo benissimo che l’Anticlericalismo in Italia s’è formato su tante strade. Quella massonica, ad esempio".

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