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Nuovo naufragio nel Canale di Sicilia, 6 morti e 364 superstiti: emergenza umanitaria, Italia chiama Ue

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Sale di ora in ora il bilancio dei morti in seguito ai continui naufragi nel Canale di Sicilia, dove continuano transitare barconi carichi di disperati, spesso in condizioni tali da provocare delle vere proprie stragi in mare aperto.

Emergenza immigrati in Italia, proteste nei centri di detenzione

All’alba l’ultimo incidente, col ribaltamento in acqua di un peschereccio che ospitava circa 370 migranti, sei dei quali hanno perso la vita prima dell’arrivo dei soccorritori della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Grazie all’operazione Mare Nostrum, il numero delle vittime in questi giorni non ha raggiunto diverse migliaia di unità, mentre dal Viminale cresce il pressing sulle autorità comunitarie per ottenere collaborazione in materia di gestione dei flussi migratori e di accoglienza dei profughi.

Il ministro Alfano e l’intera compagine di governo puntano a contenere gli sbarchi ed allo stesso tempo condividere gli sforzi economici e operativi con gli alleati europei, magari estendendo i confini del sistema di intervento della polizia di frontiera denominato Frontex.

(Nuova tragedia in mare, continuano i salvataggi di migranti nel Canale di Sicilia)

Secondo quanto riportato da autorevoli fonti giornalistiche nelle ultime ore, la prospettiva per l’esecutivo italiano sarebbe quella di promuovere uno stretto coordinamento con Spagna e Francia, non senza il contributo indiretto di altri paesi come Germania e Finlandia, al fine di cogestire il sistema di salvataggio in mare dei migranti provenienti dalle coste africane.

Si tratterebbe, in sintesi, di arrivare ad un immediato superamento di Mare Nostrum con qualcosa di leggermente diverso facendo tesoro di tecnologie, mezzi e personale già in dotazione alle unità operative internazionali di Frontex.

Intanto l’emergenza non si ferma, anche per via della pressoché totale destabilizzazione della Libia, ormai frammentata e perennemente in preda al caos con bande armate (fondamentalisti islamici in primis) padrone di strade e infrastrutture anche di carattere strategico.

Quattromila uomini salvati in 48 ore a fronte di centinaia di morti negli ultimi giorni, centri di accoglienza al collasso e catastrofe umanitaria in pieno corso sono i dati di fatto rispetto ai quali le autorità italiane ed europee dovranno mettere in campo, in tempi brevi e possibilmente con nuovi progetti, uno sforzo straordinario.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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