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Oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tutto il mondo ricorda le numerosissime donne che subiscono violenza. Secondo dati Istat, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata, almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Sono 6 milioni e 743mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica o sessuale, 3 milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata.

Flash Mob contro la violenza a Milano, video

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la fotogallery

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 con la risoluzione n. 54/134 dalle Nazioni Unite al fine di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile. L'Onu ha poi scelto la data del 25 novembre per commemorare la tragica vicenda delle tre sorelle Mirabal violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre del 1960, per ordine del dittatore Trujillo.

Molte sono le manifestazioni previste. Nel nostro paese la manifestazione nazionale si terrà a Roma il 28 novembre alle 14 con raduno a Piazza della Repubblica e corteo fino a Piazza San Giovanni. Sul sito www.torniamoinpiazza.it si legge che si tratta di una manifestazione "contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere. Per la civiltà della relazione tra i sessi. Per una informazione libera e non sessista. Contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse".

Questa mattina il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano salutando i partecipanti a tutte le manifestazioni e agli eventi oggi in programma ha detto: "La Giornata internazionale contro la violenza alle donne deve rappresentare un'occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i Paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale".

Il presidente della Repubblica ha poi affermato: "La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei Paesi economicamente e culturalmente avanzati".

Napolitano ha poi detto che "molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. E' triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento".

Secondo il Capo dello Stato la violenza sulle donne rappresenta una "vera emergenza su scala mondiale" e in Italia oltre "ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità. Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne".

Il presidente della Repubblica ha poi espresso "il più sentito augurio affinché questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l'azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica".

 (foto © LaPresse)

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