Excite

Olimpiadi Sochi, è strage di cani randagi. La tesi shock: "Sono spazzatura biologica"

  • Getty Images

Lo sterminio sistematico dei cani è purtroppo diventato una prassi che accompagna puntualmente, negli ultimi anni, ogni edizione di eventi sportivi internazionali con sede in una delle città dell’Est Europa.

Strage di cani a Kiev, proteste anche in Italia

Dopo le atrocità denunciate da cittadini e associazioni per i diritti degli animali in occasione dei campionati europei di calcio del 2012 in Ucraina, adesso l’eliminazione dei randagi è di scena a Sochi, località prescelta per le tanto attese Olimpiadi invernali del 2014.

Durissimo è il lavoro per gli animalisti presenti sul territorio, costretti a combattere contro il tempo per salvare gli ultimi amici a quattro zampe, rimasti nelle strade del villaggio olimpico e cacciati senza pietà dai tristemente famosi dog hunter russi.

Tra i protagonisti di questa battaglia di civiltà a tutela di esseri viventi da sempre considerati fedeli compagni dell’uomo ma incredibilmente degradati a spazzatura biologica dal responsabile della società incaricata della “pulizia” dei quartieri cittadini, si è distinto per tenacia e spirito di sacrificio Igor Ayrapetyan, quarantenne moscovita che da diverse settimane sta facendo la spola tra la Capitale e Sochi per sottrarre i cani al massacro.

Gruppi di sostegno all’azione del volontario di Mosca sono nati in tutta la Russia, mentre da segnalare è anche l’opera del milionario imprenditore, ritenuto dalla stampa internazionale vicino al presidente Vladimir Putin, Oleg Deripaska, promotore della costruzione di un grande rifugio non lontano dal centro della città delle Olimpiadi.

Centinaia, purtroppo, sono state le eliminazioni mirate (anzi indiscriminate) messe in atto con tecniche a dir poco crudeli: bastonate, cibo avvelenato, freccette infilzate nell’addome ed altri sistemi di uccisione che hanno sconvolto la parte più sensibile della cittadinanza di Sochi. In mancanza di un intervento “dall’alto” del numero uno della politica russa, quel Putin che spesso e volentieri si è fatto ritrarre insieme all’amato labrador di casa, le uniche speranze di salvezza per gli incolpevoli animali condannati a morte per i giochi olimpici sono nelle mani dei singoli “eroici” attivisti.

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017