Excite

Omicidio Brescia, presi i killer del pizzaiolo e della moglie

  • Ansa/Corriere.it

di Laura Abbate

Sono bastate poche ore per arrivare ai presunti colpevoli del feroce omicidio nella pizzeria di Brescia in cui hanno perso la vita il pizzaiolo Franco Serramondi e la moglie Giovanna Ferrari. Gli investigatori hanno fermato nelle scorse ore un indiano e un pachistano, anche loro addetti alla ristorazione, concorrenti dell'attività commerciale avviata dalla coppia rimasta uccisa. Dopo ore e ore di interrogatorio, i presunti assassini avrebbero confessato dicendo: "Lo abbiamo ucciso perché ci faceva concorrenza, non potevamo lavorare. Aveva il monopolio di pizza e brioches a Brescia". Il movente dunque sarebbe quello della concorrenza nell'attività di ristorazione e la polizia di Stato avrebbe anche individuato l'arma del delitto: un fucile a canne mozze. A tradire l'indiano e il pachistano sarebbe stato il motorino, dettaglio individuato nel filmato di una telecamera posizionata poco distante dall'ingresso della pizzeria dei Serramondi.

Il movente della concorrenza però non convince del tutto gli investigatori, coordinati dal questore Carmine Esposito e dal capo della mobile Giuseppe Schettino, che infatti stanno battendo anche la pista economica. I due presunti colpevoli potrebbero infatti aver contratto un debito con le vittime e magari, non sapendo come pagare, avrebbero potuto decidere di eliminare il problema. Pare che tra i probabili assassini e le vittime non corresse buon sangue già dal 2010 quando il Comune di Brescia obbligò il locale "Dolce e Salato", di proprietà dell'indiano e del pachistano accusati di omicidio, a chiudere alle 22 per motivi di ordine pubblico. poco distante la pizzeria "Da Frank", di proprietà dei Serremondi, poteva invece rimanere aperta tutta la notte. Questo avrebbe creato dissapore e malcontento, oltre che una netta perdita nelle casse dei due extracomunitari che potrebbero aver chiesto un prestito alla coppia di ristoratori italiani senza però riuscire mai a restituirlo.

Sparatoria davanti alla pizzeria

La notizia dell'individuazione dei colpevoli ha fatto il giro della città in pochi minuti, oltre alla rabbia e allo sgomento, Brescia ora pare sia indignata. E si temono ripercussioni. Ma a placare gli animi ci pensa il figlio della coppia che, nonostante l'immane dolore, fa sapere: "Ragazzi. Stiamo calmi. Io non ho alcuna conferma diretta. Comunque sia voglio giustizia e non vendetta. Vi prego non fate cazzate". Queste le parole che Marco Serramondi ha scritto su Facebook per evitare che all'efferata violenza possa aggiungersi altra efferata violenza.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017