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Omicidio Bruno Caccia, dopo 32 anni la verità? Arrestato il presunto assassino

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L'omicidio di Bruno Caccia, il giudice assassinato 32 anni fa a Torino, potrebbe avere forse un colpevole. Oggi si è registrata infatti una clamorosa svolta nelle indagini del delitto commesso il 26 giugno 1983, con il fermo di Rocco Schirripa, 62 anni, torinese di origini calabresi.

All'epoca dei fatti, l'uomo era un panettiere. Secondo gli inquirenti, Caccia fu ucciso da due sicari. Fu Rocco Schirripa a dare il colpo di grazia al giudice, ammazzato da 14 colpi di pistola.

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La sera del 26 giugno 1983, intorno alle 23, Bruno Caccia stava rientrando nella sua abitazione di via Sommacampagna 15, a Torino, dopo aver portato a spasso il suo cocker, quando fu avvicinato da due sicari a bordo di una Fiat 128 che lo uccisero.

LE LETTERE ANONIME CHE HANNO INCASTRATO SCHIRRIPA - L'inchiesta, approdata ad una svolta oggi, è stata guidata dai pubblici ministeri Ilda Boccassini e Marcello Tatangelo. 'Abbiamo fatto girare delle lettere anonime contenenti, fra l'altro, un articolo dell'epoca che parlava dell'omicidio Caccia con scritto dietro a penna Rocco Schirripa, spendendole a degli uomini vicini allo stesso Schirripa', il racconto della Boccassini

'Successivamente', ha spiegato ancora il procuratore aggiunto 'grazie ad una tecnologia avanzata abbiamo captato delle conversazioni che hanno incastrato l'uomo arrestato oggi. Nel gruppo si è scatenata una caccia per sapere chi avesse fatto quel nome'.

Bruno Caccia stava conducendo delle indagini sulla 'Ndrangheta. Dopo l'omicidio fu fatto girare una rivendicazione delle Brigate Rosse (erano gli anni di piombo) poi risultata falsa.

Le Br spiegarono che non era stato pianificato l'omicidio del giudice torinese. Le indangini si spostarono così sulla malavita organizzata. Nel '93 fu arrestato il mandante dell'omicidio, il boss Domenico Belfiore, tra gli esponenti della malavita calabrese in Piemonte. Belfiore fu successivamente condannato all'ergastolo.

Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo a Torino , ha voluto ringraziare gli inquirenti per il lavoro svolto 'Devo tutto a Bruno Caccia, che mi ha insegnato questo mestiere. Esprimo l'apprezzamento convinto per le indagini svolte dalla procura di Milano e dalla squadra mobile di Torino'.

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