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Omicidio di Ismaele Lulli: fermati due albanesi, avevano il cellulare da cui partì l'sms

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di Simone Rausi

Ismaele Lulli, il diciassettenne scomparso da casa domenica sera, è stato ritrovato cadavere, con il corpo coperto di sangue e un profondo taglio alla gola, in un bosco di Contrada San Martino In Selva Nera (Pesaro), a circa 5 chilometri dal paesino in cui il giovane viveva con la madre e la sorella più piccola. Le novità dell'indagine riguardano il fermo richiesto di due ragazzi albanesi, un ventenne residente a Urbania e un diciottenne di Sant'Angelo in Vado.

Ritrovato il cadavere di Ismaele Lulli

I due, ascoltati dagli inquirenti per ore, sarebbero al momento gli unici sospettati dell’omicidio. Al centro ci sarebbe un movente di tipo passionale, la gelosia nei confronti di una diciannovenne macedone che conosceva la vittima. La ragazza è stata ascoltata oggi.

Tra le presunte prove che inchiodano i due ci sarebbero degli indumenti sporchi di sangue e persino il cellulare da cui è stato mandato l’ultimo sms di Samuele, quel famoso “Cambio vita, vado a Milano. Vi prego non cercatemi” arrivato alla fidanzata. Nell’auto della madre di uno dei due albanesi, inoltre, sono stati ritrovati materiali utili all’indagine e si apre la possibilità che Samuele sia stato trasportato proprio tramite quel veicolo.

A denunciare la scomparsa di Ismaele era stata la madre. Il cadavere del ragazzo era stato ritrovato con mani e piedi legati con del nastro isolante.

Gli inquirenti hanno ritrovato segni evidenti di colluttazioni come le diverse lesioni che si sommano al taglio letale alla giugulare. Le indagini fanno pensare ad un presunto occultamento di cadavere. Ismaele sarebbe stato ucciso in un altro luogo rispetto al bosco in cui è stato ritrovato da un passante e a testimoniarlo ci sono alcune gocce di sangue lungo un percorso. Per riesumare la salma sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.

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