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Mathab Savoji, il cadavere in una valigia scaricato a Venezia. Fermati i coinquilini

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di Simone Rausi

Nuovi sviluppi nell’agghiacciante delitto di Mahtab Savoji, la 31 enne iraniana che martedì scorso è stata ritrovata cadavere in un canale del lido di Venezia. O meglio sono stati trovati i pezzi del suo corpo, un puzzle scomposto di cui fino a qualche ora fa non si conosceva l’autore.

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E’ infatti scattato il fermo per una giovane coppia indiana ritenuta responsabile del brutale omicidio. Si tratterebbe di un uomo e una donna: 30 anni lei, 29 lui. Entrambi impiegati in albergo, due diverse strutture milanesi, in cui avrebbero rispettivamente fatto la cameriera e il receptionist. Secondo le prime ricostruzioni la coppia di indiani avrebbe vissuto insieme alla giovane ragazza. Si trattava quindi di coinquilini di Mathab, residenti con lei in via Pericle a Milano.

I due presunti assassini avrebbero prima strangolato la donna e poi avrebbero fatto a pezzi il corpo. I resti del cadavere sarebbero stati infilati all’interno di un trolley, trasportati come se nulla fosse in un treno diretto da Milano a Venezia e poi scaricati in uno dei canali del lido. Secondo il medico legale Mathab sarebbe morta per asfissia, presumibilmente a causa di un cuscino premuto in faccia.

I due coinquilini della giovane iraniana avrebbero confessato solo in parte dichiarando di aver trovato la ragazza già morta nella giornata di lunedì. Presi dal panico non avrebbero saputo come comportarsi decidendo così di nascondere il corpo. Di tutt’altro parere le forze dell’ordine che accusano i due indiani di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. La ragazza studiava all’accademia di Belle Arti di Brera. Ancora oscuro il movente.

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