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Omicidio di Udine, il fidanzato di una delle 15enni: "Mi ha chiamato il giorno del delitto"

  • TgCom24

Proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Squadra Mobile di Udine sull'omicidio di via Buttrio, dove è stato trovato cadavere Mirco Sacher, il 67enne che sarebbe stato ucciso da due quindicenni. Su di loro, che hanno confessato di aver ucciso l'uomo sostenendo di essesi difese da un tentato stupro, pesa l'accusa di omicidio preterintenzionale, mentre si continua a scavare nel loro privato per capire in che rapporti fossero con la vittima.

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Gli inquirenti si stanno concentrando in particolare su una delle due adolescenti, sulla relazione che aveva con Sacher e dunque sui possibili altri moventi per il delitto: per scandagliare il loro mondo, gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze degli amici delle ragazze, passando al setaccio soprattutto la zona di borgo Stazione a Udine, che le due minorenni frequentavano assiduamente. Intanto, a fornire dettagli in più sulla vita privata di una delle due giovani, è proprio un ex fidanzato, intervistato da Tgcom24: "E' una ragazza dal cuore d'oro - ha esordito - Quel giorno mi ha chiamato dall'auto per dirmi che stavano venendo da me, ma non pensavo guidassero loro (...) Vorrei scriverle una lettera per dirle che sono accanto a lei".

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Lo stesso ragazzo ha rilasciato dichiarazioni anche a Sky, spendendo parole d'affetto per l'ex fidanzata, con cui aveva instaurato un forte rapporto di amicizia: "Una persona stupenda, non ho mai pensato arrivasse tanto, una ragazza sempre con il sorriso, sempre divertente". Il ragazzo è stato ascoltato dagli inquirenti e ha confermato di aver sentito la quindicenne proprio domenica, il giorno dell'omicidio: "Erano circa le 13 - ha spiegato - Pensavo fossero a casa del padre di una delle due, sentivo voci di persone in casa ma non sapevo dove". Stando alle prime ricostruzioni, a quell'ora le due ragazze si sarebbero trovate proprio a casa di Sacher. Poco dopo, sempre al telefono, la giovane avrebbe detto all'ex ragazzo: "Stiamo arrivando", senza tradire alcuna emozione o angoscia per il delitto.

Proprio i cellulari delle due amiche sono fondamentali per ricostruire comunicazioni e spostamenti: in particolare, gli inquirenti stanno cercando uno smartphone scomparso, che potrebbe contenere indizi molto importanti. Vengono analizzati anche i profili Facebook e i computer delle quindicenni, in attesa che i risultati delle analisi tossicologiche possano spiegare in che stato psico fisico si trovassero quel giorno. Le due amiche, ora trasferite in strutture riservate, una in Veneto e l'altra in Lombardia, hanno infatti dichiarato di aver assunto alcol e stupefacenti il giorno del delitto.

I legali di una delle due minorenni, intanto, lavorano per appurare se le loro assistite sono in condizioni idonee ad affrontare un processo. Con una batteria di test per verificare le capacità cognitive delle ragazze si proverà a capire se sono in grado di rapportarsi con il sistema processuale. La famiglia di Sacher continua a sostenere che l'uomo non sarebbe mai stato in grado di fare del male a due ragazzine e chiede rispetto per la memoria della vittima, di cui si attende la sepoltura una volta concesso il nulla osta dalle autorità.

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